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Archivio per luglio 2011

Il parassita più terribile per noi

Ce lo spiega Di Caprio, protagonista di Inception

Nel posto apparentemente più inatteso possiamo trovare spezzoni di realtà vera. Ad esempio, andando a vedere Inception con Leonardo di Caprio, il trucco dei bari sociali si svela: nella sua reiterata e uniforme semplicità ad una sola dimensione. Ma tutto ciò è talmente fuori della nostra mentalità quotidiana sognante – i valori culturali-religiosi, gli Stati etici democratici, le persone disinteressate che ci governano, le autorità in ogni genere e ambito sociale che pensano solo al nostro bene, ecc. – e gli effetti speciali sono così frastornanti e avvincenti che subito il tutto ci sembra una cosa fuori dal mondo, futuribile e fantasiosa.

“Meno male che a noi non possono succedere queste cose”, ci si consola a vicenda uscendo dalla sala di proiezione. E invece no! Rammentiamo che partiamo dal presupposto che stiamo sognando la realtà che crediamo di percepire. Continua a leggere…

Una Cittadina si domanda: “Sogno o son desta?”

19 luglio 2011 Commenti disabilitati

Dove troviamo la realtà sociale vera

Vorremmo che la nozione reale riferibile allo Stato moderno occidentale malato, ossia lo Stato a una dimensione sociale “prevalente” sulle altre due (che poi soffoca e soggioga) divenisse comune a tutti.
Il primo passo per intenderci tra di noi, e finirla di far ingrassare i bari sociali mondiali con le nostre liti, è uscir fuori dalle sdolcinatezze sociologiche e dai sentimentalismi filosofici di stampo fine settecento e inizio ottocento: che ancora perdurano a sproposito. La dolorosa realtà chiede a gran voce che ci si svegli dal sogno sociale in cui siamo immersi da due secoli: lo Stato moderno non è più “quello romantico” dei nostri trisnonni.

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Cocomeri “Quadrati”, Per sempre

8 luglio 2011 1 commento

L’incubo del Singolo Individuo diventa sempre più attuale

Quando sulle autostrade italiane ogni anno, da più di vent’anni percorri quasi due giri del mondo in automobile, per reazione alle chilometriche code da incidente o agli onnipresenti cartelli inneggianti allo “stiamo lavorando per voi”, la radio diventa più di una amichevole compagna di viaggio: un’interlocutrice.

Diventa quasi una suggeritrice di accostamenti inusuali… come quando nel 2001, il piacevolissimo ascolto della canzone dei Beatles, Strawberry Fields Forever

fu seguita da una notizia curiosa proveniente dal sud-ovest del Giappone.
Per intenderci, siamo agli antìpodi di Fukùshima dove l’ultimo tsunami assieme ai reattori della decrepita centrale nucleare locale ha anche fatto un biliardico filotto a distanza, travolgendo il novello e spumeggiante sogno nucleare italiano. Continua a leggere…

Draghi: i soliti media, inneggianti a sproposito

Un it-alieno… alla Presidenza della BCE

È di questi giorni l’assordante coro d’apprezzamento unanime, circa la scelta di Mario Draghi alla presidenza della Banca Centrale Europea.
“La sua nomina dà onore all’Italia” dice Berlusconi “È un successo italiano, del nostro Governo, del nostro lavoro”. Draghi va benissimo anche all’opposizione, che rimarca anch’essa l’italianità vincente del nostro.
La stampa, la TV, la Radio e il web, poi, celebrano pure loro l’Italiano ora Capo della potentissima BCE. Certo, Mario Draghi è nato a Roma nel 1947 e perciò dal punto di vista dell’anagrafe è un Italiano a tutti gli effetti. Ma dal punto di vista sociale conta tutt’altro. L’ha rimarcato la TV tedesca, presentandolo come “…prussiano e indipendente; con quel suo fare così poco italiano…”.
E chi si è più avvicinato al corretto punto di vista sociale (l’unico che conta in concreto d’ora in poi) è stato il quotidiano tedesco Der Spiegel quando, in sintesi e per difetto, lo ha inquadrato e descritto enigmaticamente così:
“Ha una fama che incute timore… e una carriera limpida quanto rapida negli USA, in Italia e Gran Bretagna: come docente di economia, direttore generale al ministero del Tesoro, investment banker e banchiere centrale”. Continua a leggere…

Per farci diventare sub-umani ET, tutti i media sono “buoni”

Il sogno dei bari sociali veicolato anche… dalla musica leggera

Avendo acquisito consapevolezza delle tre leggi di base che tutti dobbiamo conoscere – per riappropriarci della possibilità di affrontare con successo una partita al tavolo da gioco mondiale con i bari sociali, che spadroneggiano strafottenti e arroganti – possiamo servircene per fare il punto della situazione su quasi ogni oggetto della nostra osservazione sociale.

Predisponiamoci così ad una serena ricapitolazione degli elementi fondamentali del gioco sociale mondiale, magari ascoltando musica in sottofondo, dato che a tutti è noto l’effetto rasserenante della buona musica. Nella nostra cultura occidentale il mito di Orfeo, che placa le belve infernali suonando la lira, può insegnare molto in proposito… sia che si ascolti musica classica, sia musica leggera.
Ogni tanto può capitare di ascoltare in auto (o in treno o a casa) una canzone di quasi cinquant’anni fa e ritrovarla ancora oggi attuale e piacevole all’ascolto: anche a quello dei giovani d’oggi. Ciò può portare a riflettere sul fatto che la musica leggera sostanzialmente si è arrestata, nella sua evoluzione, agli anni 60/70.
Da allora, infatti, sono quasi irrintracciabili fenomeni musicali innovativi evolutivi, mentre quelli degenerativi involutivi da rigagnolo che erano, in quei tempi, sono diventati alluvione. Naturalmente ci sono stati grandissimi artisti anche dopo il 1970, ma è come se fossero sparuti fenomeni eccezionali: nel senso di eccezione alla regola, involutiva, dominante. Sostanzialmente si è instaurato un “pensiero unico musicale” che non appartiene più all’area culturale, e per il quale la creatività dei vari artisti diventa sempre più ripetitività, uniformità ad un cànone, ad una forma esteriore, in cui viene calata la musica leggera di oggi. Forma con la quale si è piegata, nella direzione voluta, la sostanza: la fantasia creativa dell’artista vero. Forma… imposta da cosa o da chi? Continua a leggere…

Il contrario… del diritto alla Privacy e del diritto a votare un Referendum

La legge sociale dello Slittamento Laterale Degenerativo 2

L’immagine chiarificatrice reale sotto-riportata che spiega uno dei più importanti automatismi che caratterizzano l’organismo sociale attuale, malato, che abbiamo costruito in precedenza nella nostra mente, ci rivela che il “nemico numero uno” del Singolo Individuo non è in prima battuta chi ha sostituito in graduatoria la buon’anima di Osama bin Laden – e ogni Paese ne ha uno in testa alla sua lista – o il capo del governo del momento: Obama, Medvedev, Sarkozy, Merkel, Berlusconi o Gheddafi.

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La legge sociale dello Slittamento laterale degenerativo

Evitiamo di essere noi la causa… del contrario di ciò che si vuole

In natura non è pensabile che l’acqua scorra a ritroso, dalla foce del fiume alla sua sorgente. A correggere questo pensiero errato provvederebbe sùbito la percezione della realtà. Chiunque può vedere direttamente con i suoi occhi in che direzione scorra l’acqua di un fiume: dai monti al mare.

In sèguito il pensare umano può scoprire delle leggi fisiche (come la Legge della gravità) che giustificano tale comportamento dell’acqua anche dal punto di vista spirituale, ossia scientifico. E la conoscenza scientifica di tali leggi fisiche insegnata nelle scuole rende possibile avere i pensieri corretti in merito anche senza vedere il corso del fiume! Senza bisogno di sperimentarlo con la percezione diretta: la quale, semmai, diviene conferma di quanto intuito dal pensiero dell’uomo.

Socialmente parlando, invece, non siamo così fortunati. Per mantenere il paragone, se in quest’ambito qualcuno dicesse che l’acqua del fiume sociale scorre a ritroso, per così dire dal mare ai monti, non ci sarebbe nessuna possibilità naturale di correggere tale pensiero sbagliato.

Tale errore sociale dev’essere prima subìto dalla Società intera affinché questa, soffrendolo direttamente sulla propria pelle, ne possa coscientemente sperimentare “a posteriori” le nefaste conseguenze.

Ne abbiamo avuto un esempio (di “sofferenza” sociale) a livello nazionale già con le ideologie comunista, fascista, nazista e ora ne abbiamo un esempio (di “sofferenza” sociale) a livello mondiale con i dogmi pseudo-religiosi del ‘libero mercato’ e delle “termometriche” teorie monetariste. Continua a leggere…

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