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«Io non sono cattiva, è che mi disegnano così»


Chi ha incastrato… l’Italia

Bene. Adesso noi Singoli Individui della comunità italiana lo vediamo bene. Indipendentemente dai grandi (de)meriti del nostro ex-presidente del Consiglio (e di tutto il Parlamento), messi a soqquadro da questi invisibili e [si fa per dire] sconosciuti trafficanti di denaro, i mercati sono manifestamente tarantolati dalla sapiente e coordinata speculazione che si è scatenata contro l’Italia.

La nostra percezione economica ha scoperto le bollicine dello “spread”, ovvero l’interesse in più che è richiesto dai sottoscrittori del debito pubblico italiano rispetto a quello tedesco. Ma, al solito, ci prendono per ottusi tori inferociti cui basta agitare davanti all’anello al naso la muleta rossa dello spread per ipnotizzarli e poi matarli con lo spiedo delle riforme assolutamente da fare.
Assolutamente, però, a vantaggio dei soliti bari sociali: non nostro ovviamente.

Ma che cos’è in definitiva questo spread? È solo un semplicissimo ‘termometro’ che misura la febbre del debito pubblico. E si è mai vista la febbre di qualcuno diminuire raffreddando il termometro? Intanto ci scippano L’Italia e i nostri beni… ma in quanto analfabeti sociali ce lo meritiamo, purtroppo.

E circa il febbrile attacco che lo spread registra, crescendo o diminuendo, ciò non è qualcosa di imprevisto e causato da fattori interni allo Stato Italiano. Certamente [secondo i dettami dell'orwelliana neolingua che rovescia i significati delle parole] la paralizzante antipolitica italiana (che tutti i Partiti in Parlamento da 60 anni chiamano Politica per confonderci le idee) aiuta l’aggressione dei mercanti di danaro: perché la corporeità del Bel Paese si è decisamente indebolita, mancando il supporto di un’anima e di uno spirito di Popolo compiutamente sviluppati e integrati.

Ma che l’attacco fosse nell’aria ce lo ha rivelato il premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz, il quale non ha fatto una piega quando in un’amabile conversazione con questi nuovi mercanti di schiavi monetari (noi Singoli Individui siamo gli schiavi) si è sentito annunciare, tre anni fa, che l’inevitabile attacco all’Italia era solo questione di tempo. Si dovevano soltano verificare le giuste condizioni.

Ed ecco che, al verificarsi delle giuste condizioni, sùbito la monodimensione economica mondiale “prevalente” [prevalente sulle dimensioni politica e culturale nazionali] sferra l’uno-due dell’attacco dei mercati e del commissariamento della BCE all’Italia: che rimane come un pugile suonato con il cerino acceso, pardon… con lo spread acceso in mano.

E siccome i bari sociali, di cui il Professor-come ama farsi chiamare-Monti è felice espressione, sono i maestri post-universitari in ciò che Naomi Klein chiama la dottrina dello Shock e Sgomento (mentre noi analfabeti sociali siamo i frequentatori inconsapevoli del nido), chi è rappresentante diretto dei disumani mercanti che ci opprimono a livello locale, nazionale, internazionale, mondiale ci dà, naturalmente con altre parole, la stessa giustificazione che (nel film Chi ha incastrato Roger Rabbit?) la protagonista Jessica Rabbit dà al detective in carne ed ossa, Eddie Valiant. Ascoltiamola.

Sentito? «Io non sono cattiva, è che mi disegnano così», dice Jessica. Udite adesso Mario.

Sentito? Mario Monti non è cattivo, è che i bari sociali lo disegnano così. Ancora una volta la fiction è più reale della realtà: il male sociale, dovuto alla prevalenza della monodimensione economico-finanziaria sulle altre due, diventa… un bene! I Greci – il primo dei Popoli dell’Eurozona ridotto alla fame dalla monodimensione economica prevalente applicata attraverso Euro e trattati trappola (Maastricht e Lisbona) – mentre vengono quotidianamente manganellati con sobrietà e rigore affinché imparino sulla propria pelle la cultura della stabilità tedesca così cara a Ciampi, ci ammaestra il Professore, sono un meraviglioso “caso di scuola”. I Greci, dunque, stanno assistendo al grande successo dell’Euro. Mentre lo dice, osservate, sembra quasi domandare a se stesso incredulo: «Possibile che non capiscano la mistica bellezza di tutto ciò? E che non ci siate già arrivati neppure voi che mi state ascoltando?».

Mantenendoci allo stesso livello di rispetto dell’interlocutore che Monti ha verso tutti noi Singoli Individui, potremmo commentare questo esilarante delirio didascalico parafrasando le famose parole di Totò: «Siamo uomini o analfabeti sociali?».
Come analfabeti sociali possiamo seriamente accettare tutte le spiegazioni del tipo di quella che dà il neo-Senatore a vita Monti sulla tragedia greca in corso e sulla bontà dell’euro richiamandosi al vangelo della stabilità tedesca di quel gran furbacchione che è stato Ciampi. E altrettanto valgono le assicurazioni che FMI e BCE debbono intervenire in Italia per la felicità degli Italiani; che è solo un intervento temporaneo e limitato; che ci taglieranno solo le unghie ma non ci amputeranno le braccia; che non serve più una moneta nazionale esente da interessi pagati a banche private sovranazionali e strapotenti ecc. ecc. ecc. Benché forse una certa inquietudine venga sollevata dalla sintomatica matrice monodimensionale finanziaria che accomuna tutti i membri del nuovo Governo Italiano.

Tocca profondamente sentir dire, da questi fanatici sacerdoti della monodimensione economica prevalente, che non dobbiamo correre il tremendo pericolo di uscire dall’euro: perché rischieremmo di divenire subito poveri e infelici. Per loro [e non è un paradosso, sottolinea Monti] i Greci che si stanno dibattendo nelle cadaveriche grinfie dell’euro alle prese con la cultura della stabilità… sarebbero ricchi e felici di essere un “caso di scuola”, per quanto limite. Evidentemente vogliono essere loro a farci raggiungere in totale sicurezza e gradualità l’obiettivo… di impoverirci.

Mentre del “caso di scuola” limite Islanda ad esempio, che si è rifiutata di cedere al ricatto delle spensierate banche internazionali produttrici e venditrici di titoli tossici, nessuno dei Professori dice più nulla…          Qui, solo per la cronaca, ricordiamo che uscendo dalle cure del Fondo Monetario Internazionale (altra privata società per “fazioni” economiche) e dal riferimento al dollaro due Paesi che sono andati in fallimento o in pre-fallimento come Argentina e, udite udite, il Brasile… dopo un biennio di calvario oggi sono le locomotive dell’America del Sud. Ancora una volta realtà (Islanda, Argentina e Brasile) e illusione (le ricette del “drago” Monti) chiedono a noi Singoli Individui: «A chi di noi due credi, e da che parte ti schieri?».

Dante Alighieri, nel secondo canto dell’Inferno, si rivolge alle Muse dicendo: «…qui si parrà la tua nobilitate»: noi, in questo inferno economico prevalente, a chi ci rivolgiamo se non a noi stessi?
Come Singoli Individui che conoscono le regole del gioco siamo tremendamente consapevoli della necessità di padroneggiare l’alfabeto sociale e le tre regole di base del gioco mondiale, internazionale, nazionale e locale.

E da questo punto di vista le considerazioni da fare sono tutt’altre e portano ad interventi pratici urgenti che vanno esattamente nella direzione opposta [che abbiamo chiamato nel suo complesso Società tridimensionale e che stiamo pian piano delineando sempre più chiaramente] a quella della monodimensione economica prevalente che ci impone la BCE e che, paradosso molto significativo, ha il maggior sostenitore e aiuto regista nel Presidente Napolitano e nelle sue muse (con la “m” minuscola). E siamo altrettanto contrari alla monodimensione politica prevalente [quella della paralitica Partitocrazia in atto in Italia] e alla monodimensione culturale prevalente [atea o religiosa che sia].

Dato che concettualmente la comprensione richiederebbe uno spazio più ampio di quello disponibile e pure una conoscenza di base condivisa, per prima cosa posizioniamoci sul vero problema di base mondiale attuale, ossia il sistema monodimensionale sociale prevalente malato, aiutandoci con delle immagini semplici e chiare che invece sono familiari a tutti noi.
Ossia che il computer sociale su cui si vogliono far girare i mille software sociali proposti, che la cucina su cui si vogliono realizzare le mille ricette sociali proposte, che il pennello sociale con cui si vogliono dipingere i mille quadri sociali proposti, che l’automobile con cui si vogliono intraprendere i mille viaggi sociali proposti… sono invariabilmente guasti e inutilizzabili.

Il cosiddetto “hardware sociale” è guasto. Perciò i software sociali non girano perché l’hard disk del computer è rotto, le ricette non si cuociono perché i fornelli sono occlusi, le tele si sfregiano perché il pennello è scheggiato, e l’automobile resta ferma perché le mancano ruote ed organi di trasmissione. In queste immagini, le richieste che ci vengono imposte dalla BCE e che saranno fanaticamente eseguite dal neo Presidente del Consiglio, sono i software, le ricetta, le tele, i viaggi proposti. Mentre l’hard Disk rotto, i fornelli occlusi, il pennello scheggiato, l’automobile bloccata sono tutti un’immagine per la monodimensione sociale “prevalente” malata: il guasto che ha rotto il computer sociale, che ha danneggiato la cucina sociale, che ha sfregiato la tela sociale e che ha scippato ruote ed organi di trasmissione dall’automobile sociale.

Il guasto è sempre la prevalenza di una dimensione sociale sulle altre due!
Il guasto è (ad esempio oggi in Europa e nei Paesi più sviluppati) che l’Economia “prevale” su politica e cultura; o (ad esempio ieri, nel secolo scorso) che la Politica “prevale” su economia e cultura; o (ad esempio l’altro ieri nell’inquisizione medioevale) che la Cultura “prevale” su politica ed economia.

Ed è incontestabile che a livello mondiale, internazionale e nazionale lo Stato moderno, in qualunque forma si presenti (SuperStato federale o confederato, Repubblica o Monarchia, Teocrazia o Tecnocrazia, Dittatura visibile o meno), è sempre e ovunque uno Stato a una dimensione sociale prevalente” sulle altre due: uno Stato malato… terminale.
Prevalenza che, attenzione, crea squilibrio: e se non sei equilibrato non cammini, cadi, ti ferisci e resti paralizzato. E non è appunto questo che accade  in Italia? E questo squilibrio si esprime da una parte nel predominio dei gruppi organizzati dell’area sociale prevalente sul Singolo Individuo (legge sociale dell’Unitarietà delle tre aree) e dall’altra nel fallimento di qualsiasi software, ricetta, tela, viaggio sociale che si voglia intraprendere: poiché qualunque cosa si escogiti, prima o poi si trasforma nel suo esatto contrario (legge sociale dello Slittamento laterale degenerativo). Deludendo ancora una volta tutti quanti.

In questa specifica monodimensione economica “prevalente” sulle altre due che ha espresso il gruppo dominante della BCE [una Banca privata con i poteri e le prerogative di un SuperStato e di una Chiesa messi insieme] gli attuali problemi delle Popolazioni li si vogliono risolvere a rovescio, come possiamo ben vedere: socializzando le perdite sui Singoli Individui e privatizzando gli utili verso i gruppi organizzati, le Banche. In ultima analisi impoverendo noi Singoli Individui, sprezzantemente sbattuti nelle favelas della periferia sociale, e ingrassando gli azionisti delle Banche speculatrici posizionati al centro del sistema, assieme ai bari sociali che li manovrano. Memorizziamone lo squilibrio paralizzante, visualizzandolo:

La BCE è l’espressione, il frutto inevitabile della [quadrato rosso] monodimensione economica prevalente sulle altre due [triangolo blu-cultura e cerchio giallo-politica: inglobate e soffocate all'interno del quadrato rosso-economia]: ma è la “prevalenza” monodimensionale in sé che dobbiamo curare (non la BCE, che è solo un sintomo del diffuso malessere sociale di inizio terzo millennio). E la cura deve avere un terreno adatto al proprio operare. Quel terreno è la Società tridimensionale, dove noi Singoli Individui siamo al centro del sistema e i gruppi organizzati (oggi esorbitanti il loro ruolo sociale) vengono ridimensionati ed equilibrati all’interno delle rispettive dimensioni sociali, poste in reciproco paritetico equilibrio. Visualizziamone la differenza dinamica con l’immagine statica precedente, anche dal punto di vista estetico.

Il raffronto tra le due ultime immagini dovrebbe affrancarci dal classico errore, commesso da tutte le 18 generazioni prima di noi, di voler combattere o mettere delle pezze al sistema malato della monodimensione sociale “prevalente ” sulle altre due: perché queste azioni lo rafforzano e lo perpetuano da 220 anni! Dobbiamo invece affiancare al sistema malato monodimensionale, che ci costringe alla mera sopravvivenza di tutti contro tutti, il sistema sano della Società tridimensionale equilibrata che riporta slancio e dignità umana alla nostra vita sociale nelle comunità. Il primo sistema, già cadaverico e tenuto in piedi dall’accanimento terapeutico dei gruppi organizzati dominanti, morirà per inedia. Il secondo sistema ha già tutti gli ingredienti per prosperare ed evolvere.

Ora, secondo voi, ci regaleranno i gruppi organizzati dominanti un loro passo indietro? [Banche speculatrici, Partiti arraffatutto, Università superflue ecc?] Assolutamente no, perderebbero tutti i privilegi di colpo. Un duro colpo. Quindi, per prima cosa facciamo noi un passo avanti. Diventiamo consapevoli che la realtà sociale stessa ci obbliga ad iniziare… da noi Singoli Individui.
Senza più delegare nulla a nessuno, neppure alla [gia disattesa] Costituzione.

Soltanto nella Società tridimensionale il Singolo Individuo può incarnare quella quarta dimensione sociale autonoma e discrezionale che detiene le chiavi per l’equilibrio dinamico delle altre tre (economia, politica, cultura), rispecchiandosi in esse appunto in quel triplice ruolo che solo a lui appartiene:

a) nel ruolo di Persona autocosciente e libera nell’area culturale-spirituale

b) nel ruolo di Cittadino rispettoso e collaborativo nell’area giuridico-politica

c) nel ruolo di Consumatore responsabile e solidale nell’area economico-finanziaria.

Questo Singolo Individuo, per così dire “Uno-e-trino“, è il presente che ci spetta.

 

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