Armati di santa pazienza, delle tre leggi inosservate del gioco sociale mondiale e della favola di Cappuccetto rosso come immagine-sintesi comprensibile per tutti, diamo ora un’occhiata a quanto ci viene rivelato dalla reale situazione della Grecia. Oltre a trovare diverse conferme oggettive a quanto già trattato precedentemente in questa rubrica, sarà molto importante approfondirla il più possibile perché vedremo in anticipo dove sfocia, prima o poi, la monodimensione prevalente (sia scientifico-religiosa; sia politico-statale, sia economico finanziario). La definizione più azzeccata di questo esito infàusto potete sceglierla voi tra… “eutanasia” e “suicidio assistito delle popolazioni”.
Per noi Singoli Individui italiani, la Grecia è un’involontaria anteprima impagabile. Anche i pròdromi ci sono familiari: vi ricorda qualcuno il fatto che il prode Lucas Papademous, tecnico economista frequentatore dei poteri forti finanziari internazionali e uomo graditissimo alle varie BCE/FMI/BM ecc., come Presidente del Consiglio sia stato salutato ai quattro venti quale salvatore della Patria? E che nonostante questo le Agenzie di rating abbiano continuato implacabili ad abbassarlo? E sorprenderebbe ancora qualcuno di noi sapere che è stato il proprio lui a traghettare la Grecia dalla Dracma all’Euro? Continua a leggere…
Il fallimento dell’attuale “sistema” sociale malato ormai è percepito da tutti. Non tutti, però, hanno consapevolezza di quale sia la causa prima della malattia. La complessità della vita sociale moderna, in particolare della sua dimensione economica, ci tiene a distanza e ci impedisce di prendere i corretti provvedimenti per risanare la società.
Alla domanda «Cosa dobbiamo fare?» si prospettano soluzioni che equivalgono alla medicazione di un’unghia mentre l’arto va in cancrena. Si curano i sintomi, non la malattia. Sintomi sono le Banche che causano direttamente e indirettamente il crampo del credito e la perdita del potere d’acquisto della moneta. Sintomi sono i Partiti politici paralizzati e al capolinea, come conferma il sondaggio ISPO (91% degli Italiani non si fida di loro e l’81% non si fida del Parlamento); sintomi sono le Università che non riescono più a dominare la realtà sociale.
Urge quindi arrivare a capire la causa prima di questo triplice disastro oscuramente percepito da tutti. Innanzitutto dobbiamo farci strada in mezzo a milioni di coriandoli informativi depistanti che i gruppi organizzati dominanti, tramite i media, ci lanciano addosso giornalmente. E occorre anche un criterio bussola capace di orientare (anche sul web) per capire cosa va verso il tramonto della civiltà occidentale e cosa invece va verso la sua nuova aurora.Continua a leggere…
Corsi e ricorsi storici: dalla galera statale all’ergastolo finanziario
Rispetto ai corsi, i ricorsi storici si ripresentano ‘uguali e diversi’ come nella canzone Una vita normale interpretata da Gianni Morandi.
Se ci fate caso, 100 anni fa una canzonetta celebrativa del successo coloniale italiano in Libia spopolava alla radio dell’epoca: Tripoli, bel suol d’amore.
Un secolo dopo, su tutti i media, sempre di celebrare una colonizzazione si tratta ma questa volta è vero il detto “chi la fa… l’aspetti”: tocca all’Italia essere colonizzata dall’Eurozona – pilotata dietro le quinte dagli azionisti privati delle Banche-dottor Jekyll e mister Hide-internazionali che tentano il colpaccio schiavista.
Dati i tempi, però, non una canzonetta risuona nelle orecchie del Popolo italiano ma un’immagine sintomatica è tragicamente presente davanti ai loro occhi: l’affondamento della nave da crociera Costa Concordia sugli scogli dell’Isola del Giglio.
E al posto del sonoro musicale cantato dalla mitica Gea della Garisenda abbiamo un commento celebrativo altrettanto mitico in TV sui poteri taumaturgici dell’euro e sulla Grecia (dall’euro colpita e affondata) che, secondo il ‘nostro’ sempre più cadaverico Rigor Montis, è il miglior testimonial-Paese del suo indubitabile (!) successo monetario.
Per la nave affondata possiamo essere ancora in dubbio se ciò sia accaduto per una tragica casualità o per distratta imperizia del Comandante o magari per un astuto atto doloso teso a incassare una golosa assicurazione perché il “business è il business”. E non solo per il mefistofelico Gordon Gekko, interpretato da Michael Douglas nel realistico film, del 1987, Wall Street. Viceversa, le parole del nostro osannato messia bocconiano e le mosse del suo salvifico Governo dei tecnici sono fatti concreti che fanno pendere la bilancia verso la certezza dell’ipotesi di un astuto dolo geo-politico-speculativo internazionale per la ghiotta colonizzazione dell’Italia da parte dei gruppi organizzati dominanti l’Eurozona: tutti ‘casualmente’ infarciti di personaggi la cui carriera si è svolta finendo prima o poi nell’abbraccio amorevole delle varie Banche Internazionali e delle Multinazionali Monopoliste delle sempre più scarse materie prime di brzezinskiana e rockefelleriana origine controllata.
Sono quelle Società per azioni private come la Goldman Sachs che oggi spietatamente governano tutto e tutti mediante la dittatoriale monodimensione economico-finanziaria “prevalente” sulle altre due. Dominio che è di portata mondiale, ed è la ragione unica dell’attuale guerra speculativa e usuraria all’ultimo sangue contro gli Stati-nazione europei - attaccati uno alla volta: prima la Grecia, poi l’Italia e così via - con l’inevitabile conseguente riduzione in schiavitù delle popolazioni indebitate e indifese… particolarmente non difese proprio dai loro rappresentanti politici. Altra nefasta conseguenza, questa mancata difesa, della prevalenza monodimensionale economica: conseguenza risolvibile solo dal deciso passaggio evolutivo alla Società tridimensionale, purché promosso dai Singoli Individui consapevoli.
Ad evitare equivoci del tipo: «Io non c’entro» anche per gli scaltrissimi Partiti italiani che masochisticamente approvano/dissentono su ogni singola manovra o addirittura siedono all’opposizione dell’attuale ‘sgoverno’ dei tecnici, focalizziamo la nostra attenzione sul fatto che tutto ci è già stato tolto (Privatizzazioni Draghi negli anni ’90 del secolo scorso) e ci sarà sottratto con destrezza (Privatizzazioni Monti di questo secolo e prossime venture), grazie alla complicità di tutti i politici e di tutti i Partiti che si sono seduti in Parlamento dal 1970 in poi. Se qualcuno lo ricorda, è proprio allora che il debito pubblico è salito alle stelle [raddoppiato rispetto agli anni '60] e la soluzione “furba” per evitare che crescesse ancora è stata, nel 1981, lo scorporo della Banca d’Italia dal Ministero del Tesoro: motivato con la menzogna di voler preservare i Cittadini dal maligno utilizzo della possibilità di creare dal nulla il danaro, di battere moneta nazionale a vantaggio di una possibile politica clientelare dei Partiti…
Missione compiuta! A 30 anni di distanza, dopo i disastri di una inevitata politica clientelare, possiamo rilevare che per l’Italia è stato questo l’Atto primo, scena seconda, della tragedia sociale odierna. La scena prima, censurata dalla regia, non si svolge in Italia ma all’estero in aristocratici ambienti bipartisan anglo-americani: gli stessi che oggi bacchettano allegramente tutti gli Stati europei con piglio dittatoriale occupando con i propri portavoce-esecutori le poltrone al vertice degli organismi chiave presenti (BCE, Banche Centrali dei singoli Paesi, Consiglio Europeo, Commissione Europea ecc.) e futuri (MES ecc.) sia dell’Eurozona dei 16 sia dell’Europa dei 27.
Prima di procedere oltre un’avvertenza: non stiamo staticamente dividendo il mondo in buoni e cattivi (area culturale), non stiamo interpretando politicamente gli eventi in modo ideologico (destra o sinistra o centro), non stiamo cercando di vedere ciò che accade con la sola lente dell’economia (ricchezza o povertà). La nostra analisi parte dal considerare dinamicamente il superiore livello sistemico sociale che è tridimensionale, parte dall’aver individuato nella monodimensione sociale che diventa “prevalente” sulle altre due il sotterraneo cancro sociale, l’inosservato serial killer della civiltà occidentale moderna. Da questo punto di vista, oggettivo, l’attuale monodimensione sociale economico-finanziaria-speculativa “prevalente” appare vincente al di là di ogni ragionevole dubbio: si è mangiata in un boccone sia l’area politica (diritti e doveri) sia l’area culturale (scienza, arte, religione). Lo visualizziamo nell’mmagine sintesi:
Fagocitati in questa monodimensione economica “prevalente” (quadrato rosso), i Partiti nazionali e i politici (cerchietto giallo) hanno supinamente accettato, per interesse/analfabetismo sociale/viltà, la trasformazione di noi Singoli Individui – i loro mandanti (!) - in altalenanti “percentuali” di asettico spread o di incontrollabile Prodotta Infelicità Lorda (P.I.L.).
Fagocitate in questa monodimensione economica “prevalente” (quadrato rosso), le Scuole e le Università (triangolino blu) per interesse/analfabetismo sociale/viltà giungono ad affermare estasiate, nei libri di testo economici, la diabolica menzogna che la speculazione è il motore benefico (!) dell’economia, mentre ne è il tragico veleno sia per gli “operatori privati” che per gli Stati. Ignorando, almeno per questi ultimi, quanto già Cicerone diceva oltre 2 millenni fa: «La finanza pubblica deve essere sana, il bilancio in pareggio, il debito pubblico ridotto, l’arroganza dell’amministrazione combattuta e controllata…». Davvero gande, Cicerone! Altro che la Scuola economica di Chicago…
Ebbene, se siamo riusciti ad afferrare che la “prevalenza” squilibrata di un’area sociale sulle altre due, qualunque essa sia,è mortale per Scuola, Stato e Mercato perché esilia noi Singoli Individui alla periferia del sistema malato (come si vede nell’immagine-sintesi più sopra) allora possiamo procedere con sguardo disincantato – e con orecchio sordo al canto delle sirene della ormai cadaverica politica italiana ottocentesca di destra e sinistra e centro – verso la conoscenza di come questa monodimensione sociale così perniciosa per tutti noi sia riuscita a prevalere, a partire dall’Estremo Occidente geografico.
Come gli aristocratici gruppi organizzati di Bancospeculatori angloamericani siano arrivati al potere lo racconta semplicemente la storia, ma per chi non abbia ancora avuto il tempo di acculturarsi consiglio di dedicare alcuni minuti per vedere questa dissacrante sintesi animata dal titolo Il sogno americano. Qui l’immagine simbolica dei cattivoni con lo scudo rosso al posto della testa fa risalire in capo alla dinastia finanziaria dei Rothshild (Scudorosso, appunto), e fin dal tempo della guerra di Waterloo, l’origine del loro strapotere odierno.
Al di là dell’amara ironia, da dietro le quinte dei tragici eventi storici attuali balza in primo piano il ruolo guida mondiale della Gran Bretagna: anche per i fatti americani. Ruolo che di fatto ha ricoperto anche nei riguardi dell’Europa e particolarmente dell’Italia. Ricordiamo l’aiuto, sia finanziario, sia informativo dato a Garibaldi che, messo sull’avviso dagli Inglesi, dirotta i suoi due piroscafi su Marsala sotto gli occhi di due navi da guerra della Royal Navy e non sbarca a Sciacca, come previsto, dove invece l’aspettavano al varco le navi borboniche.
E poi – come la Silvia leopardiana – rimemebriamo ancor… tutte le volte che, nell’ultimo dopoguerra, la Gran Bretagna ha mantenuto il piede in due staffe per ritardare o sgambettare la costruzione di un’Europa geograficamente fondata su tutti i suoi Popoli? e che fa parte dei Paesi che pilotano la Banca Centrale Europea ma senza accettarne le decisioni (se svantaggiose, come la Tobin tax, per le proprie Banche) e senza doverne assumere gli eventuali debiti? Rammentiamo infine il ruolo dei Servizi segreti inglesi negli anni di piombo e le responsabilità emerse da poco in tanti affari italiani: dall’attentato Mattei al sequestro Moro, alla presente guerra in Libia.
Se malauguratamente, nonostante 220 anni di conseguenti insuccessi collettivi, continuassimo a ragionare ancora in termini monodimensionali sociali “prevalenti” – se fossimo ancora “tifosi irriducibili” della sola dimensione giuridico-politica o di quella sola scientifico-religiosa – e volessimo contrastare le Banche-dottor Jekyll e mister Hide-internazionali, potremmo soltanto sperare che la monodimensione politica o quella culturale si ribellassero, si riscattassero e avessero la forza di ribaltare la situazione: cannibalizzando a loro volta al loro interno, o l’una o l’altra, la troppo esuberante monodimensione economico-finanziaria.
Conseguentemente, però, a questo modo di pensare – la cui efficacia potete paragonare al gioco delle tre tavolette – si dovrebbe chiedere alla dimensione politica (che appoggia lo ‘sgoverno’ dei banco-speculatori fin nei minimi particolari, come scrivono alcuni osservatori) o alla dimensione culturale – sia da parte degli economisti che appoggiano il collega bocconiano al Governo, sia da parte delle forze religiose che appoggiano il cattolico praticante in lui – di rispedire il tecnocrate Monti a bordo… della Commissione Trilaterale. Ma, chiedetevi, questo sogno è possibile?
Come si vede siamo in un vicolo cieco: le dimensioni sociali potenzialmente antagoniste (politica e cultura) sono disorientate, non sanno cosa fare e perciò si fanno guidare e appoggiano quella vincitrice nella competizione sociale, la monodimensione economica, e non le sono affatto contrarie.
Su questo ricatto paralizzante - ma al tempo stesso unificante e sorreggente i gruppi organizzati di ciascun’area sociale (anche se potenzialmente sono l’un contro l’altro armati) – si regge in maniera esemplare anche il Governo attuale. Governo che vede i Singoli Individui come fastidiosi sudditi-schiavi da spremere, e per ciò da tenere all’oscuro circa i maneggi degli aristocratici “poteri forti” che vogliono privatizzare gli utili della speculazione in capo agli azionisti delle Banche Internazionali e socializzare le perdite sulla gobba delle popolazioni non difese, appunto, dai propri rappresentanti democratici.
Ben diversa è invece la visione e l’operatività concreta di chi àuspica la nascita di una Società tridimensionale sana, finalmente a misura d’uomo (e non di Banca privata, né di funzionari di Partito, nè di Chiese confessionali o scientifiche). Società tridimensionale incentrata sul Singolo Individuo consapevole: fraterna in economia, democratica in politica e libera in area culturale. E ben diversa dalla precedente, di conseguenza, risulta anche l’immagine-sintesi relativa:
Nonostante l’accelerazione predatoria del Governo Monti, non tutto è ancora perduto, anche se il tempo stringe e ce ne stiamo accorgendo tutti: più il Professore riceverà sperticati riconoscimenti internazionali, più salato sarà il conto-schiavitù che farà pagare a noi e alle future generazioni di Italiani.
Il giornalista Franco Bechis, ad esempio, definisce agghiaccianti le regole del nuovo Patto di stabilità europeo. In esse èprevista per ben 24 milioni di Singoli Individui italiani la condanna a 30 anni di pagamenti forzosi del debito pubblico. Privatizzando il debito pubblico, in sostanza i tecnici al governo starebbero allestendoci un gioioso ergastolo finanziario pluri-generazionale.
Toccherà forse alla Speranza nel nostro futuro di Europei-Italiani, dopo la Concordia, il tristo naufragio sugli scogli dell’Isola degli speculatori internazionali mondialmente dominanti? E c’è qualcuno che può impedirlo? Sì: guardando nello specchio del nostro bagno ogni mattina apparirà ai nostri occhi assonnati, prima o poi, l’unica risposta sensata a questa domanda. A due secoli dalla Rivoluzione francese, causa il conclamato fallimento nella monodimensione sociale “prevalente” di tutti i gruppi organizzati dominanti (economico-finanziari, politico-statali, scientifico-religiosi), può toccare solo a noi Singoli Individui consapevoli l’impedire questo naufragio annunciato.
E non dobbiamo né assolutamente disperare, né affidarci acriticamente alle cosiddette autorità che – diciamo… per non spaventarci – ci negano la conoscenza della verità su tanti aspetti della vita sociale attuale. Dobbiamo svegliarci, piuttosto, come Singoli Individui responsabili. Rispediamo serenamente al mittente trilaterale il Governo Monti e – votando naturalmente altre liste, per scalzarli dalla poltrone e dagli inciuci in atto – mandiamo democraticamente a casa tutti i Partiti, indistintamente di destra, centro e sinistra, presenti in Parlamento… dal 1970 ad oggi.
Accettiamo la realtà dei fatti senza accusare nessuno e prendiamone atto: col sostenere questo Governo dei tecnici, ormai non ci rappresentano più avendo scelto di rappresentare un nuovo ordine mondiale che neppure ci considera come persone.
A conti fatti tale “spedizione postale al mittente internazionale” ci costerà molto meno, a dispetto di tutte le cointeressate Cassandre filogovernative, perché uscire dall’Eurozona dei 17 Paesi che adottano l’euro non causa anche l’uscita dall’Europa dei 27 Paesi che la compongono.
Occorre, però, anche reagire superando l’analfabetismo sociale dilagante che favorisce gli astuti bari sociali mondiali/internazionali/nazionali e rifondare in termini moderni, tridimensionali appunto, la Società: riprendendo il controllo sul debito pubblico, sfuggito alle Banche e ai Partiti, assieme alla stampa della moneta nazionale: così come altri stanno già positivamente facendo in Europa.
La recentissima storia dell’Islanda messa sotto silenzio dai media, così come ce la racconta l’economista Oscar Gianninoalla Radio, dimostra che è possibile smarcarsi dagli Oligarchi-Vampiri che vogliono trasformare in “ergastolani finanziari” noi e i nostri figli, come pure dai Partiti politici e dagli illuminati economisti che entusiasticamente e, putroppo, egoisticamente li appoggiano.
La testimonianza diretta degli Islandesi, condivisibilissima e che invito a riascoltare nelle parole di Hordur Torfason – uno dei Singoli Individui leader della rivolta dei Cittadini contro il solito inciucio Banche Internazionali/Governo – è esemplare e chiarissima.
Ospite a L’infedele di Gad Lerner, Torfason ci dice netto e schietto come siano solo “i ladri” [=le Banche private] che hanno provocato il disastro finanziario ad avere la responsabilità del debito e a doverlo pagare: assieme a chi li ha supportati dal lato politico per aver tentato di ottenere la socializzazione del debito sulle spalle della popolazione e la privatizzazione degli utili in capo agli azionisti privati delle Banche Internazionali. Con la nostra inerzia, infatti, stiamo concretizzando esattamente il tragico destino per le popolazioni mondialida cui già ci metteva in guardia nel 1960 (!) il nostro premio Nobel per l’economia Franco Modigliani. Ben 11 anni prima della nascita della sepolcrale (per le popolazioni) Commissione Trilaterale: il cui massimo esponente europeo avendo a noia il posto fisso – come le sue manovre di P.I.L. anche le sue battute hanno decisamente il carattere dell’infelicità - lo ha temporaneamente permutato con lo scranno più alto al governo dell’Italia.
Visto l’andazzo in Italia e in Europa, cerchiamo di unirci al di fuori dei gruppi organizzati dominanti ormai asserviti ai poteri internazionali finanziari e speculativi, perché si cessi di colpire i Singoli Individui europei, ignari e indifesi. Tra i quali, in assoluta serenità e seguendo l’esempio coraggioso degli Islandesi, dovrebbe circolare come passaparola e come sacrosanto mantram questa semplice frase:
«Noi, questo debito scorretto e ingiusto, non lo riconosciamo e non lo paghiamo!»
In base alle misure del Governo per lo sviluppo sorge spontanea la domanda: ci fanno o ci sono? Sono così sprovveduti i nuovi ministri, da pensare di rilanciare l’economia italiana in questo modo? Aumentando il numero degli invitati (taxisti e farmacisti) ad un pasto sempre più frugale dato l’impoverimento delle famiglie tar-tassate? Svendendo la sovranità alimentare delle nostre famiglie (dismissione dei fondi agricoli del demanio) magari a Multinazionali straniere? Autorizzando con le Privatizzazioni un momentanea riduzione delle tariffe in vista della loro crescita esponenziale nel breve-medio periodo, come è stato per tutte le privatizzazioni già realizzate?
Possibile che non siano consapevoli delle bombe antisociali che stanno sparando a grappolo su consumatori, produttori e distributori italiani di beni e servizi… tranne che sui “miracolati” distributori di danaro (=Banche ed affini)?
Hanno forse perso la bussola questi ministri? Sono anch’essi, nonostante le lauree e i riconoscimenti internazionali, degli analfabeti sociali come chi (di destra, di sinistra e di centro) li ha preceduti al Governo e in Parlamento? Oppure, non escludiamolo a priori e verifichiamolo nei fatti, sono degli astuti marpioni che vogliono affossare la possibilità di un riequilibrio del mercato nazionale e con esso le potenzialità di sopravvivenza della comunità italiana sull’altare di quegli interessi internazionali che, con un elegante colpo di mano, li hanno “posizionati” al Governo dell’Italia?Continua a leggere…
Commenti recenti