Tra il dire e il fare c’è di mezzo il… parcheggio!

23 marzo 2012 1 commento

Straordinario l’insegnamento che se ne trae

 

A Roma, uno dei milioni di scandali a nostre spese ci dimostra il meccanismo perverso della monodimensione sociale “prevalente” sulle altre due.

Partiamo dai fatti:

  • a) il Cittadino romano che paga le tasse si aspettava un parcheggio di scambio, comodo, veloce, economico in piazza Giureconsulti zona Aurelio-Boccea, una delle più congestionate di Roma
  • b) il Sindaco Veltroni [che salda l'opera con le tasse raccolte dai Cittadini che le pagano] si è impegnato a fondo e il 15 dicembre del 2001 ha inaugurato il Parcheggio Cornelia, portato a termine da una società del gruppo FIAT che lo ha dotato di una rivoluzionaria tecnologia completamente automatizzata. Continua a leggere…

A.C.T.A.: le Multinazionali monopoliste hanno detto stop!

Per difendere la loro proprietà intellettuale mettono in gabbia…  tutti noi

 

A.C.T.A…. sunt servanda! In questi giorni siamo venuti a sapere che da 5 anni, nel silenzio assoluto delle riservate e ovattate sale della Commissione Europea, le Multinazionali monopoliste hanno contrattato con i ‘nostri’ rappresentanti – nostri in senso ironico – un accordo meraviglioso cui hanno già aderito, udite udite: Usa, Giappone, Unione Europea, Canada, Australia, Corea e un’altra trentina di Paesi.

Sì, anche l’Unione Europea ha “preventivamente aderito” in attesa che i 27 stati dell’Unione ratifichino l’Anti-Counterfeiting Trade Agreement: l’accordo commerciale contro la contraffazione.

Ditemi: cosa ci può essere di più bello di un accordo che tutela dalle contraffazioni? Eppure questo accordo, ora non più segreto a pochi giorni dalla sua ratifica, ha scatenato l’opposizione di molti e qualche politico è stato bruscamente svegliato dal solito letargo in cui pavlovianamente si assopisce di fronte alle pretese delle Banche Internazionali e delle Multinazionali monopoliste. Persino il governo della cancelliera Merkel ha deciso di sospendere il processo di ratifica, ricercando un dialogo con la società civile, i social forum, gli utenti della rete e le voci critiche che in Germania hanno già giudicato A.C.T.A. Continua a leggere…

Siamo uomini o macachi?

Mors tua vita mea

Troppo impegnati a rincorrere le faccende quotidiane abbiamo perso di vista un dato di fatto che altrimenti, in fase di pacata riflessione, ci dovrebbe essere ben noto. Il Mondo è in continua evoluzione: il cambiamento climatico, le fonti energetiche, l’impatto ambientale, l’esaurimento delle risorse, gli eventi geo-politici…
E… l’uomo? Se fate caso ai discorsi in giro sembra l’unica cosa che non cambia mai: «S’è sempre comportato così»; «Dalla Storia non impara mai niente»; «Mutano le situazioni da affrontare, ma lui no».

A cosa dobbiamo questo convincimento generalmente diffuso che, lo vedremo, non corrisponde affatto alla realtà delle cose? Lo dobbiamo a quel modo di pensare che ci è stato trasferito, in ogni maniera possibile, dal moderno pensiero orientato scientificamente: in particolare dal suo carattere spiccatamente naturalistico-materialistico.

Come tanti scienziati, noi osserviamo il mondo che ci circonda con i nostri sensi fisici e ne vediamo i cambiamenti eliminando noi stessi dal contesto osservato: per avere un dato il più possibile oggettivo.     Per questo i mutamenti che ci riguardano rimangono inosservati, specialmente nella dimensione sociale “culturale” che, per oggetto, considera lo sviluppo dei talenti e delle qualità della Persona.              Persona che, per gran parte della scienza moderna, dev’essere l’osservatore che non osserva se stesso ma ciò che è esterno, che è fuori di lui. Continua a leggere…

SEMINARIO SOCIALE

Sabato 10-3, 31-3, e 14-4 – dalle 14:30 alle 18,30
Via dei Lamponi 5 – Bologna

Capire e affrontare la situazione attuale, nel seminario verranno fornite le chiavi di lettura per comprendere che lo Stato unitario il nostro, dove economia-cultura-diritto si incrociano, sia un modello superato e da abolire, per creare un nuovo Stato dove le tre aree siano separate, indipendenti ed armoniche. Non mancheranno interventi sull’economia ed esempi su eventi accaduti recentemente per finire con esercitazioni di gurppo.
Ecco il volantino dove potete vedere gli argomenti.

Per iscriversi basta compilare il form sottostante e saldare in sede.

Vi aspettiamo.

La rana nello stagno… non conosce il grande mare

2 marzo 2012 Commenti disabilitati

Alfabetizziamoci e partiamo

 

Messi di fronte al sistema sociale italiano chiunque è in grado di sollevare critiche assolutamente fondate. Ma questo, da alcuni decenni, non basta più. In Italia, poi, chi ha almeno mezzo secolo di esperienza di vita italiana sulla sua pelle, di critiche ne ha sentite e magari fatte… migliaia.
Tuttavia quelle critiche, spesso anche giustissime e appropriate, non si sono trasformate in realtà concreta, capace di portare avanti una società che oggi, dilapidata l’apparentemente inesauribile ricchezza che la circondava, ci si mostra decisamente depressa, se non funerea.

L’Italia, infatti, conta 60 milioni di abitanti e il 24,5% di questi ultimi oggi è a rischio povertà. Ogni 4 persone che incontrate, dagli amici o per strada, una rischia di inciampare nella povertà.
Sono 15 i milioni di Italiani a rischio: tanti quanti i disoccupati USA (e getta). Sono 4 milioni di Italiani in più… di tutta la popolazione della Grecia (11 milioni) anche lei a rischio povertà. Naturalmente si usano eufemismi, quando si parla di questi argomenti. Basta sostituire alla parola rischio la parola certezza e avremo la realtà dei fatti. Dunque, al momento, parliamo di soli (!) 15 milioni di Italiani ma vedrete che con le misure attivate dagli ultimi tre governi la cifra è destinata a crescere molto. Presto, entro 24 mesi, ne avremo una decisa conferma. Continua a leggere…

Grecia: prove generali di eutanasia popolare

L’Europa va in fumo e l’Eurozona… arrosto

Armati di santa pazienza, delle tre leggi inosservate del gioco sociale mondiale e della favola di Cappuccetto rosso come immagine-sintesi comprensibile per tutti, diamo ora un’occhiata a quanto ci viene rivelato dalla reale situazione della Grecia. Oltre a trovare diverse conferme oggettive a quanto già trattato precedentemente in questa rubrica, sarà molto importante approfondirla il più possibile perché vedremo in anticipo dove sfocia, prima o poi, la monodimensione prevalente (sia scientifico-religiosa; sia politico-statale, sia economico finanziario). La definizione più azzeccata di questo esito infàusto potete sceglierla voi tra… “eutanasia” e “suicidio assistito delle popolazioni”.

Per noi Singoli Individui italiani, la Grecia è un’involontaria anteprima impagabile. Anche i pròdromi ci sono familiari: vi ricorda qualcuno il fatto che il prode Lucas Papademous, tecnico economista frequentatore dei poteri forti finanziari internazionali e uomo graditissimo alle varie BCE/FMI/BM ecc., come Presidente del Consiglio sia stato salutato ai quattro venti quale salvatore della Patria? E che nonostante questo le Agenzie di rating abbiano continuato implacabili ad abbassarlo? E sorprenderebbe ancora qualcuno di noi sapere che è stato il proprio lui a traghettare la Grecia dalla Dracma all’Euro? Continua a leggere…

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Mentendo, ci raccontano delle favole

Le Favole, invece, ci raccontano la verità

 

Il fallimento dell’attuale “sistema” sociale malato ormai è percepito da tutti. Non tutti, però, hanno consapevolezza di quale sia la causa prima della malattia. La complessità della vita sociale moderna, in particolare della sua dimensione economica, ci tiene a distanza e ci impedisce di prendere i corretti provvedimenti per risanare la società.

Alla domanda «Cosa dobbiamo fare?» si prospettano soluzioni che equivalgono alla medicazione di un’unghia mentre l’arto va in cancrena. Si curano i sintomi, non la malattia. Sintomi sono le Banche che causano direttamente e indirettamente il crampo del credito e la perdita del potere d’acquisto della moneta. Sintomi sono i Partiti politici paralizzati e al capolinea, come conferma il sondaggio ISPO (91% degli Italiani non si fida di loro e l’81% non si fida del Parlamento); sintomi sono le Università che non riescono più a dominare la realtà sociale.

Urge quindi arrivare a capire la causa prima di questo triplice disastro oscuramente percepito da tutti. Innanzitutto dobbiamo farci strada in mezzo a milioni di coriandoli informativi depistanti che i gruppi organizzati dominanti, tramite i media, ci lanciano addosso giornalmente. E occorre anche un criterio bussola capace di orientare (anche sul web) per capire cosa va verso il tramonto della civiltà occidentale e cosa invece va verso la sua nuova aurora. Continua a leggere…

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