Riforme sociali sul Tavolo sociale


Perché non possono funzionare, indipendentemente da chi le propone

Gli eventi che stanno coinvolgendo da tre decenni la nostra vita sociale hanno il merito, per chi sa minimamente utilizzare lo strumento fisico su cui poggia il nostro pensare usuale, di aver posto una domanda precisa in modo chiaro: «Dietro le altruistiche parole pronunciate da chi ci sta governando direttamente (i Partiti) oppure indirettamente (i Mercati speculativi attraverso i Partiti, i Giudici e i Governi) c’è vero altruismo o, viceversa, c’è un più raffinato egoismo?».

Domanda che solo trent’anni fa neppure si poneva, essendo dato per scontato di principio che dietro a qualsiasi governo c’era uno Stato etico nei confronti del Cittadino, solidale nei confronti della Comunità e sostenibile nei confronti del Territorio, mentre gli eventi attuali dimostrano nei fatti l’esatto contrario.austerity

Oggi lo Stato è palesemente il nemico pubblico n°1 del Cittadino, delle Comunità e dei Territori amministrati: paradossalmente più delle Mafie, più delle Lobby, più delle Sette geopolitiche (Commissione Trilaterale, Bilderberg, Aspen ecc.), essendo compulsivamente manovrato da tutte e tre: basti pensare alle cosiddette iniziative “salva Italia”.

Che risultato concreto hanno avuto? Quello di affossare ancor più l’Italia: più suicidi tra i Cittadini, più precarietà e disperazione nelle Comunità, più devastazione per incùria nei Territori amministrati.

Ne risulta dunque, piuttosto, il contrario di quanto si esprime con vuote parole: più che a un salva-Italia siamo di fronte a un accoppa-Italia, a un conquista-Italia, a un depreda-Italia. Solo chi è davvero nemico n°1 dell’Italia può esprimersi in questo modo beffardamente menzognero: politici venduti e tecnocrati tirati su a pane e volpe ai master della… Furbonia University.mail da Furbonia

Quando dunque i nuovi governanti imposti dai Mercati speculativi, causa prima della disoccupazione attuale, affermano come ora ad esempio che il loro problema principale è quello di risolvere la disoccupazione due sono gli atteggiamenti che possiamo osservare:

a) il primo resta desolatamente ancorato al passato per manifesta incapacità di pensiero sociale, sia esso espresso in forma di attesa positiva: «Bene, era ora che qualcuno se ne accorgesse!»; sia esso espresso in forma di stroncatura negativa: «Le solite promesse da Marinaio, ci prendono in giro!».Espressioni che spessissimo non riflettono tanto il merito (sano/malsano) dell’iniziativa, bensì la nostra simpatia/antipatìa verso chi le propone.

b) il secondo atteggiamento valuta preventivamente da che pulpito viene tale osservazione, non tanto dal punto di vista solo umano, personale [“è un disonesto per cui mente / è un onesto per cui dice la verità”] che ricadrebbe comunque nel caso a) positivo/negativo, quanto piuttosto dal punto di vista strutturale sociale.

Per meglio afferrare la distinzione tra a) e b),  sul piano sociale c’è la stessa differenza esistente tra… un oggetto da riporre sul tavolo e il tavolo stesso.

In questo caso l’oggetto sociale a) è l’iniziativa anti-disoccupazione del Governo che va posizionata sul tavolo sociale b), ovvero il contesto strutturale sociale italiano.

Presi insieme a) e b) – l’oggetto sociale da riporre sul tavolo e il tavolo sociale stesso, come sempre si dovrebbe fare e però per analfabetismo sociale di ritorno non si fa mai – l’approccio al problema diventa assai diverso dall’usuale.tavolo con oggetto

Infatti adesso quello che diventa preminente e prioritario è… la condizione del tavolo: non l’oggetto-iniziativa che gli si vuole poggiare sopra.

Oggi siamo abituati a vedere anche tavoli con 10, venti gambe e tuttavia affinché un tavolo possa reggersi in piedi ne servono molte meno.

E qual è, salvo artifici di design, il minimo numero di gambe che serve a qualunque tavolo? Tre! E tre sono le gambe del tavolo sociale moderno: la dimensione culturale, la dimensione politica, la dimensione economica.tavolo a tre gambe

Cosa succede invece se ce ne fossero solo due, di gambe? Che l’equilibrio del tavolo sociale sarebbe molto instabile e il peso stesso dell’oggetto sociale (le misure anti-disoccupazione) lo potrebbe far crollare a terra. Questa situazione strutturale si verifica quando la dimensione politica (Stato ex-sovrano) e quella economica (Mercati speculativi) confliggono come avviene oggi mentre quella culturale (Scuola educativa) làtita, ossia manca la terza gamba al tavolo sociale.tavolo a due gambe

Ed è quello che fino ad ora abbiamo verificato nei fatti: dal milione di posti di lavoro del primo governo Berlusconi ai successivi tentativi dei quattro gemelli diversi Prodi/Berlusconi (politici infedeli) e Monti/Letta (tecnocrati menzogneri).

Se invece una delle tre dimensioni sociali prende il sopravvento sulle altre due abbiamo la situazione del tavolo sociale ad una gamba sola: qui davvero ci vuole un bravissimo equilibrista per far stare l’oggetto sociale (l’iniziativa anti-disoccupazione) sul tavolo senza farlo cadere a terra.tavolo a una gamba

Sostanzialmente il tavolo sociale con una gamba sola lo abbiamo sperimentato in Italia in due modi differenti, a cavallo degli anni ’80 del secolo scorso.

Nel trentennio precedente, 1948-1978, la sola dimensione politica italiana faceva tutto lei (Scuola, Stato e Mercato), mentre nel trentennio successivo, 1979-2009, faceva tutto lei (Scuola, Stato e Mercato) la sola dimensione economica italiana.

Poiché viviamo quest’ultimo trentennio è riscontrabile da chiunque come tutte le iniziative a favore della crescita economica siano state fatte segando la gamba politica delle Comunità e quella culturale delle Persone… attraverso la selvaggia tassazione statale e le continue riforme “in peggio” della Scuola.

E tutto è propedèutico al prossimo trentennio, 2010-2040, in cui la dimensione economica extra-italiana (la non-europa delle Banche speculatrici) la farà da padrona su tutto (Stato, Scuola e Mercato) e su tutti noi Italiani: singoli individui sbattuti alla periferia del malsano sistema sociale monodimensionale del profitto a tutti i costi.prevalenza economico-finanziaria

Già possiamo constatarlo, questo andazzo, nella composizione dell’attuale Governo dove spicca su tutti, appunto, l’uomo dei Mercati speculativi: l’it-alieno Pier Carlo Padoan, ex BM, ex BCE, ex FMI, ex OCSE, ex… tutti organismi dell’arrembante e arrogante economia speculativa predatrice privata mondiale.

E come questa mono-gamba speculatrice economica del tavolo sociale si muova nella testa “vuota di pensiero sociale” dei Tecnocrati ce lo descrive bene Marco Dalla Luna nel suo Cimit€uro:

«Il principio ideologico sottostante è che non c’è contrapposizione di classe o di interesse tra capitalista e prestatori d’opera: siamo tutti imprenditori, perché amministratori delle nostre personali risorse, e parliamo tutti il medesimo linguaggio – quello del denaro – e perseguiamo tutti il medesimo fine, ossia il profitto. Quindi non ha senso parlare di conflitto di classe e chi lo fa è egli stesso senza senso, un estremista, o un folle, da emarginare. C’è un unico conflitto, che non è un conflitto ma è tutta salute: la competizione di tutti e tra tutti nella redditività, ossia nella capacità di remunerare di più l’investimento».

Qui facciamo notare come nessuna terminologia che si riferisca alla Persona, alla Comunità e al Territorio sia minimamente utilizzata. Solo il predatore economico, l’animale carnivoro sociale, viene descritto in questa ispirata caratterizzazioneE solo la gamba economica è presente in questa descrizione: come dunque può stare in piedi un tavolo sociale con questa gamba sola?

Occorre un grandioso equilibrismo ai limiti dell’ossessione e naturalmente è decisivo l’orizzonte temporale brevissimo per il dittatore tecnocrate  ‘economicamente razzista’, tanto per connotarlo sinteticamente, alla Mario Monti o alla Pier Carlo Padoan: si deve perseguire la massimizzazione del profitto nel termine dell’esercizio corrente o al massimo del prossimo.Padoan Pier carlo

Il che implica, continua Dalla Luna: «… da un lato il taglio degli investimenti (formazione, ricerca, innovazione, impianti, manutenzione), quindi della capacità competitiva per il futuro; e dall’altro la selezione e l’addestramento di un personale che ha una direttiva primaria: raggiungere il budget, il fatturato, la produzione senza riguardo alla qualità o all’etica o alla professionalità. Tutti diventano venditori, piazzisti. Il cliente è da lavorare e spremere (process and rip off)».

La sadica logica del mordi-e-fuggi, dunque, che se applicata ad esempio alle Banche spinge i manager a fare i bancarottieri superpagati e arroganti, capaci di saccheggiare le proprie maestranze e la comunità… certi dell’impunità assoluta: dato che è questo che si chiede espressamente loro.

Poi sarà imposto allo Stato di rimediare alle loro malversazioni truffaldine, attraverso un’ulteriore tassazione criminale della Comunità, dei Territori e delle Persone. Chapeaux.Monte dei Paschi

Il caso Monte dei Paschi è rivelativo di questa maligna strategia. A fronte della truffa ai danni della propria clientela privata, della Comunità senese e dell’Italia tutta: nessuno in galera.

E non si dice questo per suscitare avversione o indignazione emotiva, che non serve a nulla e meno che mai a chi la prova, quanto per far visualizzare che nella monodimensione sociale economica, nel tavolo sociale strutturalmente ad una gamba sola (profitto), le esigenze delle altre due (giustizia ed etica) non hanno diritto di asilo. Anzi, sono tacciate di debolezza, imbecillità e… terrorismo.

E il dolore degli altri? Degli amministrati nelle Comunità sconvolte da questa idolatrìa anticristiana del profitto sporco, maledetto e subito?

Ancora una volta ci soccorre l’eccezionale equilibrismo mefistofèlico del Monti/Padoan pensiero malsano:per loro è assolutamente voluto (rammentiamo i 350.000 esodati o il Popolo greco e presto anche l’italiano) e per di più “positivo”… il dolore suscitato nelle Persone, nelle Comunità e nei Territori amministrati. Stìmola infatti a muoversi i “parassiti non competitivi” [= tutti gli altri, esclusi loro] e li rende schiavi controllabili dai vertici [= loro, esclusi tutti gli altri].

A questo ossessivo egoismo utilitaristico insano può solo contrapporsi una consapevole strutturazione tridimensionale della Società moderna: se il tavolo sociale infatti non ha tre solide gambe autonome non può far altro che rovesciare per terra tutto ciò (riforme, progetti ecc.) che gli si metta sopra.

Diversamente, è costruttivo lamentarsi perché nulla riesce a stare in piedi su un tavolo sociale ad una gamba sola? Perché non abbiamo ancora trovato l’equilibrista-dittatore del destino sociale?equilibristi

Una risposta spassionata a questa doppia domanda ci può già dare l’idea di quale sarà la direzione data all’Italia… dall’inèdita accoppiata dittatorial-governativa del Telegenico spumeggiante Matteo Renzi con il severo Inquisitore Pier Carlo Padoan.

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