Bologna ombelico sociale del Mondo: dopo le Social Street, il CRESER ed Ecosolbologna… fiorisce la Comunità concreta


Mentre il passato sociale va morendo di consunzione, il germogliante futuro apre uno ‘sportello di strada’ e vi aspetta: in via Lame 108/D

 

 

Questo ritmico fluire della Natura che risorge, oggi passa inosservato nella vita di un Italiano che a inizio terzo millennio sta subendo il malsano confluire in un’unica area sociale (quella economica) delle altre due ‒ per l’estinguersi degli impulsi positivi che pur ebbe la dimensione culturale in Italia (che non a caso nasce a Bologna da una vita confessionale ed universitaria, ben prima che alla Sorbonne di Parigi) e pure per l’estinguersi degli impulsi che sempre Bologna ha dato alla Politica nazionale, ma che non è più in grado di dare  e ha ormai incanalato tutte le problematiche sociali nell’àlveo utilitaristico:riassumendole nel mero possesso o non possesso del denaro.soldi

Oggi se non c’è denaro tutto muore: cultura (teatri ed iniziative culturali); politica (locale, regionale, nazionale, europea, mondiale); la stessa economia (attività economiche)… più velocemente delle altre due, al ritmo di 16 attività al giorno.

E sul possesso del denaro si sta combattendo una violentissima e sanguinosa battaglia senza esclusione di colpi che già conta migliaia di morti suicidi nell’indifferenza dei Tribunali, spettacolarmente ignoranti in materia, che hanno abdicato alla loro funzione di tutela della Comunità dei Cittadini e delle Famiglie a fronte del mantenimento di vecchi privilegi condivisi con la classe politica.

Quest’ultima, però, non altrettanto indifferente bensì sensibilissima anche alle sirene lobbistiche, occulta furbescamente il proprio operato dietro il dito della mancanza di denaro (sottratto dal potere centrale e barattato con i vari inceneritori, il sacrificio dei Beni comuni ecc.) e dietro quella burocrazia asfissiante di cui è diventata essa stessa, la Pubblica Amministrazione, la prima vittima sacrificale. Qui, e nello strapotere delle banche, c’è la ragione della sua paralisi terminale.

La catena dell’estrazione del denaro, poi, giunge infine all’anello più debole: il Consumatore nell’area economica (riduzione dei compensi), il Cittadino nell’area politica (aumento delle Tasse comunali, e riduzione dei servizi come la manutenzione stradale, gli asili ecc.), la Persona (diminuzione del potere d’acquisto, chiusura dei teatri ecc.) nell’area culturale.Cittadini vampirizzati

Un triplice vampirizzazione monetaria che però, come reazione a tanta violenza involutiva, sta producendo un triplice impulso positivo nel sociale: sta portando la Persona a riconsiderare il valore sociale dell’economia di cui è portatrice: l’economia del dono; la Comunità a riconsiderare il valore sociale dell’economia di cui è portatrice: l’economia solidale e i beni comuni; il Territorio locale a riconsiderare il valore sociale dell’economia di cui è portatore: l’economia dello scambio, però… sostenibile.

Bologna, in questo percorso evolutivo non colto ancora da tutti, si sta rivelando un laboratorio sociale di valenza mondiale.

Per quanto riguarda l’economia del dono, fondata sulla Persona, l’intuizione di Federico Bastiani con la nascita vorticosa a partire da via Fondazza delle Social Street fa testo. In appena 6 mesi il fenomeno che ha portato il “social virtuale” dei network online a scendere in strada e a farsi reale (!) registra da tempo il travalicamento dei confini nazionali.

Alle 40 Social Street cittadine e alle oltre 200 in Italia, che ormai contabilizzano un movimento culturale che supera le 8.000 Persone reali, si sono aggiunte quelle di Rio in Brasile e di Santiago in Cile, altre in Nuova Zelanda, Portogallo e Olanda. Una contaminazione evolutiva inarrestabile.via Fondazza

Per quanto riguarda l’economia solidale, l’economia della Comunità, sempre a Bologna questa volta come Capitale della Regione Emilia Romagna, oggi è impossibile non citare il CRESER, Coordinamento regionale dell’Economia solidale in Emilia Romagna, promotore di una proposta di legge regionale a favore dell’economia solidale nei suoi vari aspetti e che ora sta facendo da incubatore solidale di un percorso progettuale, innovativo anche negli aspetti finanziari, culminante nel Convegno nazionale a Parma il 20-22 giugno: teso alla costituzione di un distretto Regionale di economia solidale.

Come pure va citata l’innovazione di approccio, per attivare l’economia solidale a Bologna e Provincia, da parte dEcosolbologna (collaborazione di entità varie che già si riconoscono nell’economia solidale costituito da Gasbosco, ArcipelagoScec Emilia Romagna, Campiaperti, Accesso alla Terra, Cambieresti?, E’/Co-housing, Coop. Lo Scoiattolo – Aress Assicurazioni Solidali, Raccattarae, Bilanci di Giustizia Bologna, Gasbo, Percorsi di Pace – Gas La Filanda, Sgasso, C’era una volta e c’è ancora!) che coordinata da un’inesauribile Pietro Passarella ha iniziato un coinvolgente laboratorio di co-progettazione, aperto a chiunque sia interessato.ecosol bologna

Rimarrebbe fuori l’aspetto dell’economia di scambio, quella del territorio locale, che ancora non riesce ad uscire dal loop infernale: serve moneta, ma chi la emette se la tiene stretta o la riversa nei canali interbancari della speculazione tossica… invece che nell’economia reale.

Ma anche a questa problematica vuole rispondere il laboratorio sociale di Bologna, ossia alla necessità di rivitalizzare in forma nuova l’economia locale.

A questo riguardo, però, l’innovazione a livello mondiale va colta nel fatto che ciò avverrà senza trascurare l’economia solidale della Comunità e neppure quella personale di dono. Senza metterle in competizione o in subordine, senza snaturarle attraverso l’eccesso cancerogeno della finanzarizzazione speculativa selvaggia o dell’ideologia dogmatica.

Vuole rispondere così, in maniera tridimensionale equilibrata e sinergica, l’idea sociale inaugurata concretamente, nel quartiere Porto: in via Lame 108/D a Bologna.

Quest’altra progettualità sociale, che oggi fiorisce come “Punto Amico” quale sportello di strada germinale al servizio del Cittadino, vuole in realtà fruttificare in una “Comunità concreta”.

Dove la Comunità concreta non si limita all’aspetto della solidarietà reciproca, tra uomo e uomo, ma vuole stimolare una nuova cultura che porti l’individuo (persona, cittadino, consumatore che sia) a riappropriarsi attivamente del quartiere anche dal punto di vista esteticoe al contempo vuole rivitalizzarne il tessuto economico locale (i negozi sotto casa, gli artigiani, i professionisti e i produttori agricoli e industriali) senza trascurare il supporto alle Famiglie e alle loro necessità di vita, integrazione compresa.Punto Amico Bo

Qui come afferma il coordinatore Paolo De Fraia, Presidente degli Amici del quartiere Porto (35.000 anime registrate all’anagrafe e 5.000 attività economiche sotto casa), si vuole infatti far vivere il sociale attraverso la contaminazione sinergica tridimensionale degli impulsi che scaturiscono dall’essere nata un’idea concreta nel coinvolgimento di 12 tra Associazioni culturali, Comitati giuridici cittadini, e Attività economicheAssociazione Amici del Quartiere Porto, Associazione Arcipelago Scec Emilia Romagna, Associazione ONLUS Abcura, Comitato donne “Riprendiamoci Bologna”, Comitato Via San Felice, Associazione Noi insieme a Scherazad, Associazione Bologna senza barriere, Associazione Anglat di Bologna e Provincia, Associazione Amici del Duse e del Teatro, Comitato Palasport (Riva Reno, Lame, San Felice, Marconi), Comitato di difesa del Pedone, Forum dei Comitati e delle Associazioni; con il sostegno di Ascom Bologna.

Bologna dunque, come ombelico del mondo dell’innovazione sociale reale, che dal virtuale online e dalle fumose chiacchiere astratte ritorna virtuosamente umana: singolarmente individuale altruistica, solidalmente comunitaria, sostenibilmente territoriale.

Inclusione totale della triplice realtà sociale (Persona, Comunità, Territorio), nella reciproca autonomia e discrezionalità funzionale, per un armonico sostenersi reciproco.

Dal punto di vista sociale è una clamorosa rivoluzione copernicana, ma indispensabile per uscire fuori dalle secche di un ottocentesco passato morente e socialmente parassitico, se non involutivamente degenerativo. Una triplice nascita sociale germinale…tridimensione riccettti

Così, tra Social StreetCRESER/Ecosolbologna e Punto Amico verso una Comunità concretaBologna si dimostra senza alcun dubbio la portatrice di quell’evoluzione sociale tridimensionale (al contempo culturale, politica ed economica), assolutamente sinergica, che sola ha la forza di impulsare, elaborare e concretizzare quei germi sociali innovativi cui tutti ora aneliamo con sempre maggiore reciproca fiducia sul piano individuale diretto, per così dire tra uomo e uomo, dopo il fallimento epocale delle Istituzioni.

Guardiamo pure con fiducia a Bologna quale iniziale incubatore dell’innovazione sociale cittadina, ma il fine vero che si legge tra le righe di queste iniziative è quello di voler progettare consapevolmente il sociale nuovo per il Mondo intero: qui, in sordina, lo si sta osando… e qui lo si farà.

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