L’Europa delle Banche sta svegliando gli Europei


Non tutti i mali vengono per nuocere

Europa delle Banche1

Il cartellone appeso al muro dava quattro messaggi chiari:

  1. quando si comincia è il momento giusto;
  2. quando si finisce anche;
  3. chiunque venga nel gruppo è la persona giusta;
  4. quello che deve accadere è l’unica cosa che deve accadere.

Stavo partecipando ad un OST (Open Space Technology), una metodologia di lavoro di gruppo usata per amalgamare persone che non si sono mai viste prima, per far nascere un progetto condiviso.

Il tema generale – sollecitato da Ecosolbologna, una rete di associazioni che ha l’obiettivo di costituire un Distretto di economia solidale a Bologna e provincia – aveva prodotto la formulazione di diverse proposte, in merito alle quali i partecipanti si erano poi suddivisi in più gruppi.

Il Facilitatore ci aveva dettato le regole di base e fatto osservare anche quel cartellone, con quelle quattro frasi orientative. Indipendentemente dai risultati, il clima che ne è derivato è stato di una serenità sconcertante, per i tempi che corrono, e ha aiutato a concentrare la consapevolezza di ognuno su ciò che importava davvero: condividere esperienze e conoscenze per progettare insieme.

Ora noi tutti, quotidianamente, siamo inseriti senza accorgercene in gruppi di lavoro reali (famiglia, lavoro se c’è, gruppi di volontariato e tempo libero, popolazione nazionale, sovranazionale europea, globale mondiale) e virtuali (giornali, radio, televisione, telefonini, social network, web).Facilitatore

Immaginiamo adesso che ci sia un Facilitatore che dettando le regole della vita sociale moderna ci presenti quello stesso cartello, che dice: quando si comincia è il momento giusto; quando si finisce anche; chiunque venga nel gruppo è la persona giusta; quello che deve accadere è l’unica cosa che deve accadere.

Se davvero le applicassimo sistematicamente agli eventi occorsi e in corso potremmo vederli sotto una diversa luce. Tuttavia, la cosa più importante è che in questo modo ci stimoleremmo a diventare sempre più consapevoli di noi stessi e del mondo che ci circonda.

Ad esempio pensando alla Prima guerra mondiale del 1914 (e alle altre) ci diciamo che è cominciata proprio al momento giusto.

In che senso… era il momento giusto? Questa è solo la prima di una serie di domande, che vi invito a proseguire interiormente, tali da indurre perlomeno ad una rivisitazione di quanto accadde e per trovare una possibile risposta che aumenti la nostra consapevolezza oggettiva del fatto.

Oppure, considerando il crollo del Muro di Berlino nel 1989 alla fine dell’esperimento socialistico sovietico, pensiamo allora che… è finito nel momento giusto. E quanto è durato? Giusto 72 anni: la vita media di un uomo, o un trecentosessantesimo del tempo che impiega il Sole in un anno platonico di 25.920 anni a compiere un giro completo a seguito del movimento di precessione degli equinozi.precessione equinozi

Pensiamo solo a quanti spunti in direzioni diverse può dare questa serie di considerazioni per stimolare la nostra consapevolezza individuale e sociale.

Passiamo alla terza regola: chiunque venga nel gruppo è la persona giusta. Ma se è la persona giusta sono un Berlusconi, un Obama, un Putin, una Merkel, un Hollande, o chiunque occupi ora il ruolo che riveste nella nostra società… allora sapere non tanto cosa fa, ma come lo fa diventa per me più importante (per la mia crescita) del giudicarlo in relazione alle mie simpatie o antipatie.

In che relazione sta infatti con me stesso il loro salire alla ribalta? Esprime forse esteriormente un’esigenza che mi riguarda? In che modo queste persone hanno a che fare con me? Mi hanno forse dato un ammaestramento in più anche con il loro comportamento negativo? Ma allora anche io sono nella posizione sociale giusta: la mia vita ha un senso ben diverso rispetto all’idea d’impotenza che mi sono fatto fino ad ora. Il mio contributo diventa essenziale! E così via

Se infine passiamo a considerare l’attuale Europa dominata Banche speculatrici internazionali – attraverso la quarta regola indicativa: ciò che accade è esattamente quanto poteva accadere – siamo invitati a prendere coscienza del perché tra le tante possibili interpretazioni di Europa (Europa della biodiversità culturale, Europa dei Popoli, Europa del business), è stata scelta proprio l’ultima, che esclude le prime due? È stata una scelta programmata oppure no? E come mi posiziono io rispetto ad essa? Sono favorevole a questa scelta o preferisco una delle altre due o un’altra interpretazione ancora? Mi è stata presentata la possibilità di scelta o ne sono stato escluso? E in questo caso perché?

Come vedete, queste quattro semplici regole ci portano fuori dalla paralisi del sentimento che mi spinge ad impiegare le mie energie ad avversare o meno un evento in base alle mie opinioni personali, alle mie simpatie e inclinazioni istintive.
E ci portano anche ad approfondire l’essenza di quell’evento per aumentare la nostra consapevolezza individuale in vista di una correlativa modifica in positivo della nostra situazione attuale. Ma è proprio questo che è richiesto in quest’epoca all’evoluzione umana: maggiore consapevolezza. In ogni aspetto del sociale: alimentare, monetario, politico, culturale, salutare ecc.

E allora possiamo renderci conto che al di là delle propagande non solo gli eventi positivi, ma anche quelli negativi diventano “funzionali” a questo aumento progressivo della consapevolezza globale generale.

Pensiamo alla bomba atomica ed alla consapevolezza che ne è derivata. O adesso agli OGM, che ci portano ad essere consapevoli non solo dell’alimentazione ma anche dei sistemi di produzione e distribuzione, delle implicazioni finanziarie sottese a queste ricerche, delle regole giuridiche da attivare o meno, della loro validità culturale, del loro controllo cosciente e così via.

La vita quotidiana è diventata una continua spinta a diventare più consapevoli: ad esempio che la politica non risolve i problemi del lavoro, ma che neppure l’economia è in grado di farlo; che un sistema dove l’infrastruttura portante è la monodimensione prevaricante oppure la bidimensione conflittuale non è certo il contenitore adatto alle esigenze complessive di una Società moderna strutturalmente “tridimensionale” che al suo centro posizioni l’individuo.società tridimensionale equilibrata

Il fatto di essere consapevoli che i nostri governanti non sappiano più che pesci pigliare o che siano al soldo di approfittatori privati, nel bene e nel male sollecita la cessazione delle deleghe in bianco ai politici e la nostra crescente partecipazione diretta alla vita sociale a partire dal posto in cui siamo.

Sempre più attraverso la creazione di reti tridimensionali di comunità (economiche, culturali e politiche insieme) in cui le individualità consapevoli si integrino verso obiettivi comuni condivisi.

Sembra quasi impossibile, se ci pensate, ma quattro semplici regolette – se seguite da tutti noi – sono in grado di trasformare la carica di avversione, di paura e di ansietà in cui siamo immersi quotidianamente nell’“energia pulita e rinnovabile” utile a sollecitare una nostra sempre maggiore partecipazione individuale all’evoluzione sociale concreta. Una rivoluzione culturale epocale!

Ma a ben guardare nulla avviene per caso. In queste quattro regolette chi non è affondato compiutamente nell’ottundente materialismo che tutto oggi avvolge e opacizza può intravvedere alcuni aspetti di una legge spirituale assai conosciuta: è la legge del Karma e delle Ripetute vite terrene.

Una legge spirituale non completamente scomparsa in Occidente, ma senza la coscienza della quale, inutile illudersi, non è possibile una reale Comunità umana fraterna e ogni riforma sociale è una recita, un’illusione. Ogni promessa di paradiso in terra un inganno, una menzogna che gioverà ai pochissimi furbi ma danneggerà moltissimi.

E non è, questo, ciò che appunto ci accade oggi con l’Europa guerrafondaia e speculatrice dei Trattati capestro anti-Europei? Ma se questo è accaduto ciò è perché in noi sorga la domanda: «Ha senso un’Europa intimamente progettata per essere ostile ai suoi Territori, alle sue Comunità e ai suoi Abitanti?».

Quello che deve entrare nella nostra cultura attuale, se vogliamo risollevare gli esiti di una Civiltà occidentale ormai terminale, è la consapevolezza che le leggi spirituali esistono e operano anche nell’ignoranza dell’Umanità.

Se perdo la salute per accumulare denaro, è inevitabile per la dantesca legge del contrappasso… che altro non è che la legge del Karma che io debba perdere quel denaro accumulato per riacquistare salute. Un cane che si morde inutilmente la coda.

Dunque sta a noi scegliere: tra il contraccolpo inaspettato del destino, individuale o collettivo – indubitabilmente promosso dalla nostra ignoranza delle regole spirituali del gioco individuale e sociale evolutivo – e il faticoso equilibrio quotidiano tra opposti disequilibri interiori e sociali richiesto ovunque nel Mondo attuale ad ognuno di noi… nel posto in cui si trova: per il risveglio di una moderna consapevolezza individuale del sociale che cessi di escludere l’uomo.

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