La piaga sociale degli Statisti-escort


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Nell’attuale sistema mondiale guasto una delle piaghe sociali più deleterie è quella degli Statisti-escort. Quei personaggi che per il potere – che oggi viene da tutti tradotto in monete sonanti ma che in sostanza sono, rivalutate, i 30 denari del tradimento evangelico – si prostituiscono con entusiasmo con chi li sponsorizza in quel bordello a cielo aperto che è ormai il palcoscenico geopolitico planetario.

Contrariamente alle apparenze arroganti e carismatiche espresse da questi poveri diavoli, ciò avviene perché il sistema sociale così com’è strutturato [monodimensionalmente, rammentiamolo sempre] fa leva sulle loro debolezze più che sulle loro qualità positive.

E poiché, diversamente dalle apparenze, l’Umanità è un tutt’uno e non 7 miliardi di separati in casa, tutte le Persone che attualmente abitano il Pianeta soffrono di queste debolezze personali… titillate dai gruppi organizzati dominanti in ognuna delle tre dimensioni sociali classiche: Banche speculatrici nell’Economia, Partiti maneggioni nella Politica, Sette religiose e laiche dogmatiche nella Cultura.

In un mondo strutturalmente “monodimensionale” – parliamo dello scheletro sociale (non dei muscoli, delle ghiandole o dei nervi sociali), ossia del mero contenitore strutturale e non dei mutevoli contenuti che in esso nei secoli l’Umanità ha inserito (valori, riforme, obiettivi, uomini ecc) – è evidente che dall’uno strutturale [“mono” dal greco vuol dire 1] si finisca per arrivare per inevitabile conclusione all’uno individuale… al proprio ego istintivo. Ossia al proprio tornaconto personale.tornaconto personale

Privi di un sistema sociale “tridimensionale”, ossia istituzionalmente predisposto a erigere barriere a difesa di questa debolezza dell’uomo moderno – intrinseca a tutti nell’epoca dell’uomo che sta diventando sempre più consapevole “individualmente” e al contempo sta perdendo la sicurezza di appartenere ad un gruppo, come in antico – ne deriva banalmente che, senza bisogno di ricorrere ad alcuna depistante dietrologia, il mondo è pieno di persone egoisticamente predisposte a seguire chi le paga meglio.

Poiché la conoscenza di questi risvolti può dar fastidio a chi li sente per la prima volta, e non tutti hanno l’atteggiamento distaccato dello scienziato del sociale, come Statisti-escort faremo un esempio di personalità extracomunitarie, considerandole rappresentative non solo a livello mondiale, ma anche della categoria che si estende dal Capo dello Stato al più piccolo funzionario della Pubblica Amministrazione locale.

E qui, senza cadere nella facile trappola della destra e della sinistra, come esempi di Statisti-escort [casualmente entrambi ritenuti di sinistra, ma vale lo stesso per gli Statisti-escort di destra e di centro]colpisce istruttivamente l’osservatore sociale… la favola bella di Bill e di Tony.Bill Clinton2

Se infatti il caso ci facesse entrare nel sancta sanctorum di un Banchiere speculatore della City di Londra sono certo che lì non troveremmo l’immagine della Regina Elisabetta, ma quella felina di Bill Clinton. Così come nell’ufficio di un Produttore di armamenti di Tucson in Arizona saremmo certi di non trovare l’immagine del Presidente USA del momento ma quella volpina di Tony Blair.

Il primo infatti ha gentilmente sciolto alcuni lacci e laccioli che impedivano ai distruttori finanziari della civiltà occidentale di essere ancora più efficienti ed efficaci; mentre il secondo non ha minimamente esitato a buttare nel cesso della storia la sua carriera di statista per avallare la menzogna dell’esistenza delle pericolosissime, ma inesistenti, armi in mano all’ex alleato Saddam Hussein.

Certificazione autorevole necessaria, infatti, per togliere di mezzo qualsiasi titubanza europea all’azione militare in Iraq voluta dagli ambienti militari di Washington: che nel suggerirlo al mondo però si vergognavano come dei ladri colti con le mani nel barattolo di marmellata, e non sapevano come fare a trovare una giustificazione plausibile per lo start up di un altro piccolo passo della loro ormai bisecolare, e invero pallosetta, strategia di conquista geopolitica del Mondo.

Ma quante cose accomunano Bill e Tony! Al fine di una maggiore comprensione del sistema sociale malato che oggi determina criminalmente – dal punto di vista sociale, non legale è ovvio – le vite di 7 miliardi di Persone, il risultato della loro obbedienza senza se e senza ma… nel loro dopo-vita-politica parla forte e chiaro.cravattari al potere

Naturalmente grazie anche alla collusione per “omissione” di intere categorie sociali troppo comodamente legate alla propria cuccia calda: giudici, professori, sacerdoti, politici, amministratori, imprenditori, banchieri, broker, assicuratori ecc. a loro modo escort rispetto al proprio tornaconto personale.

A chi deve “fare”, come Bill e Tony, ci pensa chi comanda dietro le quinte dei mezzi d’informazione, ma davanti ci sono migliaia di persone che “sanno” ma “non fanno”: rendendosi complici così del crimine sociale astutamente organizzato dai primi per interessi stupidamente corporativi.

È matematico [come 2+2 fa 4] che in un sistema sociale strutturato monodimensionalmente – in cui una dimensione delle tre classiche comanda a bacchetta le altre due, che languono come Nonna e Cappuccetto Rosso nella pancia del Lupo cattivo – la prima cosa che serve ai gruppi dominanti quest’ultima è che dei propri emissari fedeli, ubbidienti e pronti al sacrificio quando serve, occupino tutti i posti di comando.

Se la dimensione sociale prevalente è la Politica la corporazione dominante (il gruppo dominante) è quella dei Partiti autoreferenziali, mentre se la dimensione sociale dominante è l’Economia la corporazione dominante è quella delle Banche speculatrici internazionali (Fondi, Assicurazioni ecc.). Se lo fosse la Cultura, toccherebbe a Università e Chiese. E in tutti e tre i casi il Singolo individuo resterebbe sempre inevitabilmente esiliato nelle favelas periferiche del sistema sociale malato.   [vedi immagine sintesi ]le tre forme del sistema malato

Notiamo adesso il divertente incrocio di interessi, risolto reciprocamente dall’esterno da questi due emissari del mondo angloamericano: non sono stati i Signori della Finanza inglesi – qui parliamo dei quattro gatti che comandano, non dei Cittadini inglesi – ma l’americano Bill a potenziare la rovinosa speculazione planetaria che tanti morti sta facendo a livello globale; e non sono stati i Signori della Guerra americani – qui parliamo dei quattro gatti che comandano, non dei Cittadini americani – bensì l’inglese Tony a far scoppiare la guerra locale irachena, in Medio Oriente, importantissima per le loro mire di controllo delle risorse mondiali.

Bill ha curato gli interessi dei Signori della Finanza, ma forse ha scontentato chi lo ha azzoppato con una mina antiuomo 1 emme Levinski; Tony invece ha curato gli interessi dei Signori dei Signori della Guerra,ma forse ha scontentato chi lo ha defenestrato [le sue dimissioni pubblicamente dichiarate erano tutto meno che “sue”] con il suo gemello diverso, e compagno di merende, Gordon Brown.

Ma l’istruttivo insegnamento profondo – nel senso che conferma la tesi strutturale sociale (non morale) qui sostenuta – viene adesso: dopo che sono passati alcuni anni da quando Bill&Tony sono stati messi fuori dalla casa del potere. Che fine hanno fatto?

Dall’autobiografia di Hillary Rodham Clinton apprendiamo, partecipi, che i due coniugi appena usciti dalla Casa Bianca erano diventati poveri (!) anche loro, mentre il previdente Tony si era astutamente messo con le spalle al calduccio della JPMorgan.

La cosa che li accomunava però era l’obbedienza pronta, cieca, assoluta con cui avevano fatto il gioco di comanda dietro le quinte dell’apparenza mediatica e ciò li ha fatti partecipare, va detto con un filo d’ironia, al circuito delle conferenze più remunerative per ex Statisti-escort : dai 500.000 dollari a botta… in su.

Tanto che little Tony da quando si è dimesso da Downing Street ha raggranellato una cifretta che si aggira a spanne sui 70 milioni di sterline. E oggi spera che l’indagine “Chilcot” sulla guerra in Iraq non arrivi a dimostrare un coinvolgimento ancor più interessato di quello noto a tutti, perché medita di rioccupare quel pièd à terre al n° 10, sfrattando l’attuale occupante alle prossime elezioni.

Mentre big Bill poggia su un consolante tesoretto da 5 miliardi di $ che ipoteca qualsiasi nomination del prossimo pretendente democratico al dopo Obama nell’alto dei cieli. La comproprietaria Hillary, ex segretario di Stato, è poi da tempo che ci sta facendo un pensierino e, casualmente, in questi giorni è sulle scene Clinton The Musical che l’accomuna almeno all’Evita Peron o a Imelda Marcos.

Palcoscenico mediatico dove – nonostante lui si sdoppi nel carismatico William Jefferson e nel Bill piacione tutto sex&sax – alla fine emerge lei, Hillary, protagonista in attesa del suo prossimo agiografico benaugurante bestseller A Woman on Top.

Ora, chiediamoci, dove sta la morale sociale [non la morale etica] valida per tutti noi della favola bella di Bill&Tony? Scriviamola insieme:

“Che ancòra si possa pensare esser lecito aspettarsi qualcosa di socialmente valido e positivo per le Comunità, le Persone e i Territori da parte di chi, come loro, è stato collocato al vertice del potere ormai non più ‘democratico’ per tutelare interessi corporativi, a fronte di paracadute monetari di questo livello è…

[…completi liberamente ognuno la frase: come meglio ritiene]

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