Sbronza tecnologica e accattonaggio


Sono migliaia i sintomi: ma qual è il male dell’Italia?

 

Basta passeggiare per la città e oltre al fenomeno in aumento dell’accattonaggio fa impressione vedere quante persone ubriache circolino per strada. Non ci stiamo riferendo alla classica ubriacatura da alcolici, ma alla stupefacente sbronza tecnologica che ci si presenta un passo dopo l’altro: tra smatphone e ipod con auricolari è tutto un tip tap digitale.

Il contrasto tra l’opaco accattonaggio e lo sfavillare della tecnologia è davvero stridente, ma a questo non si sottrae neppure il Presidente del Consiglio del momento Renzi, grande utilizzatore di twitter, facebook, yahoo e google, che si è potuto ubriacare direttamente alla fonte del Web 2.0 dimenticando per un attimo l’opacità dell’altra faccia della medaglia contemporanea che riguarda l’Italia: i due opposti della nostra malattia sociale bipolare che si dibatte tra depressione economico-lavorativa e maniacalità tecnologico-bancaria.maschere

Intanto Il Cerved ci racconta che nel primo semestre i fallimenti delle piccole e medie imprese hanno raggiunto quota 8.120 (+10,5%), record assoluto dall’inizio della serie storica risalente al 2001, e per il suo amministratore delegato Gianandrea De Bernardis: “La nuova recessione sta spingendo fuori dal mercato anche imprese che avevano superato con successo la prima fase della crisi e che stanno pagando il conto sia al credit crunch sia a una domanda da troppo tempo stagnante“. Consolerà Renzi il lamento di Confcommercio con l’Iphone6?

Sul New York Times l’economista columnist Paul Krugman ribadisce che la politica monetaria europea rappresentata dall’euro è peggio dell’ex ancoraggio della moneta all’oro e che – nelle similari condizioni della grande depressione del 1929 in cui viviamo dal 2008 – dopo un’iniziale migliore risposta, a sei anni di distanza la performance economica dell’Europa è in realtà peggiore di quanto non fosse nel 1935: non solo per la profondità della depressione, ma anche per la spirale politica discendente verso la dittatura [bancaria e/o nazionalistica n.d.r.] e la guerra [primavere arabe, embarghi, azioni di pace keeping ed effetti collaterali indesiderati da foraggiamento dell’Isis n.d.r.].

Se poi pensiamo da quanti anni sentiamo di Scuole senza banchi e di Polizia senza benzina… solo un analfabeta sociale di ritorno non si accorge che sono tutti i sintomi di una malattia sociale cronica, presente da molto tempo e solo resa maifesta dalla crisi attuale, che le continue riforme peggiorano.

E nonostante questo ossessivamente [termine da prendere alla lettera molto più che non si creda] se ne invocano altre nuove, sempre più belle e intriganti: la fata Morgana antisociale del presente tempo.

morgana

Riforme che non servono perché curano il brufolo-sintomo e non la malattia al fegato sociale: da cui partiranno altre centinaia di brufoli che richiederanno centinaia di riforme inutili, dispendiose e debilitanti. Troviamo per cortesia la malattia! E finiremo di starnazzare di crescita illusoria: che socialmente è come invocare un ulteriore proliferare del tumore attuale, non certo la sua eliminazione.

Invocare più soldi (più crescita) in un mondo avvelenato dai soldi è il prodromo del coma etilico-monetario di cui stiamo assaggiando i primi sintomi. Se poi pensiamo che la crescita mondiale dovrebbe essere del 40% solo per pagare gli interessi sul debito mondiale senza azzerarlo di un centesimo, ci rendiamo conto dell’enorme utilità della sfavillante tecnologia come… strumento di distrazione di massa.

Di che malattia dunque soffre l’Italia? Riassuntivamente, di analfabetismo sociale di ritorno: non sapendo né leggere, né scrivere il sociale da una parte si critica sterilmente e dall’altra si delega ad altrettanti analfabeti sociali di ritorno il governo della cosa pubblica. Analfabeti sociali di ritorno che non possono nulla, salvo far proliferare i danni invocando crescita e riforme… antisociali.

Del resto abbiamo visto che di questa malattia strutturale fior di pensatori come Watzlawick ne sono stati contagiati, possiamo pensare che un Berlusconi, un Prodi, un Monti, un Letta, un Renzi&company – che sono tutto meno che fior di pensatori – ne siano immuni?

E nello specifico più aprioristico possibile? In che consiste la malattia sociale di cui soffre l’Italia e dalla quale nascono i mille sintomi-bruiolo dell’itterico malessere sociale?termometro

Nello specifico sociale, il più basico possibile è: “ignoranza di strutturazione” del sistema sociale. Ossia il non essere consapevoli che proprio il fatto che “il Mercato oggi decida per Stato e Scuola” – mentre ieri era lo Stato che decideva per Scuola e Mercato – proprio questo è la malattia chiave da affrontare e sconfiggere alfabetizzandoci.

È un problema di strutturazione del sistema sociale – non di valori/uomini che altro non sono che i “passivi prodotti-ingranaggio” della malattia strutturale sociale – è un problema di “contenitore sociale” inadatto (non di “contenuti”: non di riforme, controriforme, servoriforme o antiriforme).

Se la strutturazione sociale è monodimensionale prevalente (ad esempio il Mercato prevale e manipola Scuola e Stato) l’uomo adatto ad essa è lo schiavo. Appunto: quello che stiamo velocemente diventando tutti e 7 i miliardi di uomini sul Pianeta…

Se poi la strutturazione sociale è bidimensionale conflittuale (Stato e Mercato lottano per la supremazia e la Scuola si paralizza o si spezza) l’uomo adatto ad essa è il suddito. Appunto quello che siamo nei vari Stati fino ad ora dai tempi della Rivoluzione francese…

Se invece la strutturazione del sistema sociale è tridimensionale equilibrata (lo Stato fa lo Stato, il Mercato fa il Mercato, la Scuola fa la Scuola nel rispetto delle reciproche autonomie) allora l’uomo adatto ad essa è l’uomo libero. Appunto: quello che saremmo già dovuti diventare da tempo ma che ancora non siamo ad inizio terzo millennio…

Se la monodimensione prevaricante produce l’utile schiavo e la bidimensione conflittuale produce il suddito bi-ideologizzato (destrorso contro sinistro) possiamo mai chiedere al suddito e allo schiavo di essere responsabile di quello che combinano i suoi padroni?

E poi, chi ti rende suddito e schiavo credi voglia la tua responsabilità o la tua adesione senza se e senza ma? Non ricerca infatti con ogni mezzo, ubriacandoti con la carota tecnologica e il bastone della precarietà, di evitare al massimo che tu pensi con la tua testa e che ti assumi le tue responsabilità?

D’altra parte il suddito e lo schiavo non sono abituati ad assumersi responsabilità: e la paralisi sociale attuale lo dimostra meglio di un teorema di Pitagora.

Dobbiamo allora cambiare modo di approcciare il problema sociale e scendere dalla mongolfiera dei dogmi imposti dall’esterno (tecnocratici, politici o religiosi che siano), dalla torre di avorio delle nostre personali opinioni, simpatie e inclinazioni da sudditi-schiavi e affrontare il sociale con l’abc del sociale: similia similibus curentur! [si curino i simili con i simili!].

E allora anche il gioco, che attinge alla parte destro-analogica del cervello, può aiutarci a risvegliare il nostro latente senso di responsabilità meglio di una riunione alla BCE, di un interpello alla commissione europea, di un question time in Parlamento, che attingono invece alla parte sinistro-digitale. O peggio ancora: del prostrarsi a 90° a cuccia dal Faraone-segretario di partito del momento ad ascoltare il vangelo politico-finanziario, oggi… secondo Matteo.

Anagrammiamo alloraignoranza di strutturazione“, il male dell’Italia dell’Europa e del Mondo intero. Insieme: abbiamo già visto quante volte l’anagramma ci ha portato la diagnosi reale della malattia che si fa beffe delle nostre opinioni di acculturati e cinguettanti wikipedici materialisti del terzo millennio.

Se anagrammiamo superficialmente risulta che l’Italia soffre di “grezza tortura andina: ustioni”. Il che non fa una piega. Qualunque analfabeta sociale potrebbe rilevare queste ustioni al corpo sociale italiano dovute a grossolana tortura riformistico-conservatrice indipendentemente che sia di destra o di sinistra.

Tuttavia, se anagrammiamo l’anagramma cogliamo pienamente nel segno: ecco di cosa l’Italia soffre. La società italiana, per “ignoranza di strutturazione, soffre di “torture da suini gonzi tarzan“.

Il che rende assai bene il palestratissimo livello dell’analfabetismo sociale di ritorno degli Italiani, ricomprendendo me stesso in questa spassionata analisi: siamo addirittura gonzi tarzan!

Quanto alle torture subite da gonzi tarzan… “suini”, questo richiama il livello della nostra intelligenza sociale, della qualità  e capacità di comprensione sociale di noi stessi: meno che bovina, solo suina! Di qui se volete, si capisce la ragione per cui lItalia è annoverata dagli speculatori mondiali… tra i PIGS.

Mentre l’Irlanda, prendendo i soldi dal FMI ma rifiutandosi di seguirne i velenosi consigli di austerità ha dimostrato un’intelligenza più che suina, meritandosi di uscire dall’allegra compagine dei compagni dell’euro-Ulisse animalmente affascinati dal gesto incantatore della Maga Circe-Lagarde.resized_Lagarde

Ma non basta ragionare a rovescio, anche se temporaneamente aiuta. L’altalenante strutturazione sociale malata (tra monodimensione prevaricante e bidimensione conflittuale) sopravvive anche ai ragionamenti a rovescio e trova sempre il modo di trasformare il bene in peggio, come abbiamo visto la volta scorsa, causa l’operare inosservato della legge sociale dello Slittamento laterale degenerativo.

Senza strutturare consapevolmente la Società in maniera tridimensionale equilibrata e sana è inutile invocare responsabilità, onestà e via cantando: al Farinelli sociale tecnologicamente avanzato del terzo millennio manca sempre qualcosa… Mancano gli attributi sociali: prevale l’antisociale scaricabarile.

Alle #chiacchiere dei tweet manca ancora nel panorama mondiale, europeo, italiano l’unico essere a cui davvero puoi chiedere di assumersi la responsabilità, sicuro che lo farà prim’ancora che tu glielo chieda. Manca l’ “attivo prodotto-umano” della Società tridimensionale dei nuovi tempi: l’uomo libero.

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