4to libro di Andrea di Furia – Un Nuovo Mondo a portata di mano

Un Nuovo Mondo a portata di mano

Dialoghi di risveglio sociale.

Esce la quarta fatica di Andrea di Furia, questa volta il tema trattato è il reddito di cittadinanza (di Vita, di Esistenza) nella forma in cui lo volete chiamare la sostanza è la medesima.

Questi concetti ci vengono raccontati da Giovanni caduto in coma e che si risveglia dopo 20anni econ sua grande sopresa nota che il “sistema” è cambiato. Come? presto detto introducendo nella vita di tutti questo reddito extra lavorativo per il solo fatto di esistere.

Ma il libro fa di più in 6 capitoli cerca di spiegare facilmanete e tramite schemi le varie idee e concezioni, un libro per tutti e avvincente nella lettura. Non solo alla fine del libro potrete trovare tante appendici conoscitive che ampliano i temi trattati nel libro partendo da esperienze che si sono sperimentate realmente a partire dal Mag6, per passare dalla Decrescita.

Un libro che ha già avuto un ampio riscontro di pubblico e che è legto anche ad un’iniziativa benefica, si perchè 1 euro per copia verrà devoluto al Centro Studi ricerche sul Coma.

Grazie a tutti e a chi con noi vorrà compiere questa impresa.

Magari avete un’amicosensibile a questi temi? fategli sapere di questo libro, condividete l’altricolo. Ricordiamo come sempre che il libro è disponibile presso il sito dell’editrice Cambiamenti.

Vi lasciamo con la copertina di Un Nuovo Mondo a portata di mano ed un estratto dell’argomento, buona lettura.

nuovomondo1Regalare i soldi conviene! Da oltre 500 anni si dibatte il tema circa la vantaggiosità collettiva di un reddito diverso da attività di lavoro dato a Persone, Comunità o Territori.

Attualissimo oggi: in un sistema sociale malato che di suo porta non alla crescita dei posti di lavoro, bensì alla loro distruzione: con la meccanizzazione sempre più spinta, con il web 2.0, con la concorrenza di 1,5 miliardi di lavoratori a basso costo emergenti… dai Paesi emergenti.

Il protagonista, si risveglia da un coma durato 20 anni, rispetto alla paralisi e alla fragilità indotta da istituti obsoleti e vessatori (come Equitalia, le tasse, l’evasione, le pensioni), si avvede come il dinamismo e la resilienza di Comunità e Territorio si potenziano, ma specialmente cosa accade alla nostra visione del futuro quando una felice idea sociale come quella del Reddito di Base Incondizionato (di Iniziativa, di Esistenza o di Vita) incontra un’altrettanto felice strutturazione sociale come quella tridimensionale equilibrata: In diversi Paesi europei già funzionano esperienze di Reddito di Base.

Per ulteriori informazioni www.cambiamenti.com

Ingiustizia è fatta!

La perversa interpretazione della legge

 

La toccante vicenda della giovane, sventurata iraniana, Reyhaneh Jabbari, condannata all’impiccagione per aver ucciso il proprio palestrato stupratore, apre una serie di interrogativi estremamente importanti. Ed è un sintomo preciso che dimostra l’inversione cui è ormai giunta oggi la giurisprudenza.

Di più: la perversione cui è giunto il “giusto diritto” tanto da sancire, come in questo caso, l’ingiustizia più eclatante. E non si può rimanere indifferenti.

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La moglie piena e la botte ubriaca

L’inosservata logica… dei fatti.

 

Uno degli effetti più esilaranti, si fa per dire, dell’analfabetismo sociale di ritorno di chi ci governa è quotidianamente dimostrato “a prova di cretino” dall’utilizzo improprio dell’arma fiscale. Non sospettando minimamente l’operare inosservato della legge sociale di Gravità – quella che trasforma nel suo contrario anche la più bella iniziativa ipotizzabile – s’è pensato di utilizzare il Fisco come fosse il secchio capace di riempire quel pozzo di San Patrizio che è il debito pubblico.

Aritmeticamente è impossibile, ma i nostri politici sono cresciuti a pane e volpe: in più osservando con attenzione le mosse dei vari furbetti del quartierino. Per cui ritengono che sia sufficiente da una parte raccattare con le tasse quanto basti per pagare gli interessi sul debito pubblico attuale (siamo sopra i 2.100 mld di euro) per stare tranquilli lasciando sempre “a domani” la risoluzione del debito pubblico abnorme.

 

tasse

 

A chi ha ancora il cuore robusto farà piacere rammentare che i circa 100 mld di euro di interessi annui che paghiamo alle banche commerciali che prestano i soldi all’ex-Stato sovrano italiano equivalgono a 192.000 miliardi di vecchie lirette. Una cifra che farebbe paura a chiunque fosse capace di pensare con la propria testa.

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Tanta, troppa ipocrisia predatoria

Benefici illusori, trappole concrete.

 

Lavorano nell’ombra, millantano benefici per tutti mentre procedono come caterpillar a sviluppare i loro interessi, portano avanti i loro affari attraverso ricatti, ammiccamenti, minacce, veti incrociati. Il segreto è la caratteristica permanente del loro operare, l’informazione verso l’esterno è assente o pilotata e ammiccante.

Non stiamo parlando di cellule terroristiche né di mafiosi, ma di una categoria che si è imposta via via sulla scena mondiale dell’ultimo mezzo secolo e che tuttavia ne sintetizza e ne amplifica tutte le peggiori caratteristiche: i Tecnocrati.

I Tecnocrati sono un esempio concreto di una inosservata legge sociale, dello slittamento laterale degenerativo da una dimensione sociale all’altra di comportamenti e approcci al sociale che in quell’altra dimensione, e nell’epoca correlativa del passato, sono anche stati un bene per l’Umanità.

Purtroppo in questa differente dimensione sociale (quella economica dei Tecnocrati) e nell’epoca attuale – in cui il Singolo individuo deve sempre più prendere il timone della vita sociale, sottraendolo ai gruppi organizzati retaggio del passato – quei comportamenti, pedestremente riciclati, sono oggi un anacronistico e deleterio fattore di involuzione e decadenza di ciò che sopravvive ancora della Civiltà occidentale.

Se retrocediamo nei millenni ai Faraoni d’Egitto, quando l’Egitto era un faro della civiltà umana in evoluzione il gruppo organizzato dominante era quello dei Sacerdoti del Tempio. Innumerevoli centri misterico-sacerdotali distribuiti entro e fuori i confini nilotici – e persino giunti in Italia, in particolare a Napoli – tenevano alta la fiaccola della civiltà rispetto alle pressioni caotizzanti dei Barbari all’intorno.tempio egizio

Il segreto era l’atmosfera dominante che avvolgeva le pratiche sacerdotali che, allora, determinavano tutto quanto riguardasse la vita sociale. Nel periodo che precedette la loro decadenza e involuzione pochissimi potevano aspirare al sacerdozio perché dovevano dare assoluta garanzia di grande moralità e disinteresse altruistico, dato che nelle loro mani, nella loro coscienza veniva sacralmente riposto tutto lo scibile umano. Continua a leggere

L’Avvoltoio, la Iena e il Pollo

Le tre facce della dittatura.

 

In un sistema strutturato monodimensionalmente come l’attuale non può mai esserci pace sociale: solo guerre che trapassano temporaneamente in tregue o privilegi elitari per gruppi ristretti, per poi ritornare in un clima conflittuale di tutti contro tutti.

E festeggiando in questo agosto il centenario dall’inizio della Prima Guerra mondiale, il secolo appena trascorso lo dimostra in maniera inequivocabile.

I periodi intercorsi tra la Prima guerra mondiale e l’attuale momento storico sono tutti stati periodi in cui guerra, tregua e privilegi si sono intrecciati tra loro tanto che si fatica, senza un solido pensiero sociale tridimensionale, a districarli.

Di sicuro non sono stati periodi di pace se pensiamo alla “libertà d’azione del singolo individuo” come la migliore cartina di tornasole oggettiva capace di identificare la pace sociale su di un Territorio e in una Comunità di Persone.

I media hanno continuamente trasmesso notizie di conflitti, tregue imposte ma non rispettate e il determinarsi di privilegi elitari ingiustificati: calpestando tutti ovunque sul Pianeta.impronta

Se ieri il privilegio andava cercato nei gruppi dominanti lo Stato (Politici, Giudici ecc.) oggi lo si ritrova in quelli dominanti il Mercato (Banche, Fondi spazzatura ecc.).

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Inviato speciale

Esce il 3zo libro di Andrea di Furia – Inviato Speciale

Inviato Speciale

La cerchiatura del quadrato.

Dopo Mail da Furibonia e Daily Horror (tutti e due disponibili presso l’editrice Cambiamenti) esce la terza fatica di Andrea di Furia, Inviato Speciale.

Un libro che tratta di temi sociali: satira sociale, soluzioni per la questione sociale, singolo individuo e poteri forti, economia solidale e SCEC, lotta contro la decadenza della civiltà, Scienza dello Spirito e società tridimensionale sana dei nuovi tempi.

Questi temi sono raccolti in 33 mail, comodamente leggibili 1na al giorno o come più vi pare, tutte misteriosamente intercettate dall’autore nelle quali il zelante Giunior, ormai laureato, scambia interessanti dialoghi con i suoi colleghi della Furbonia University. Continua a leggere

Pace filosofica o pace sociale?

Dal concetto astratto alla sua concretezza tangibile

 

Che la nostra società moderna difetti della minima conoscenza di ciò che comportino le dinamiche sociali ognuno può rendersene conto osservandone i risultati concreti.

Indipendentemente dal fatto che agiscano professori, politici o tecnocrati il risultato è sempre triplicemente questo: distruzione del Territorio, scardinamento delle Comunità, involuzione della Persona.

Ma se minimamente ognuno di noi aggiunge alla solita nozione di pace [ossia alle proprie soggettive opinioni, simpatie e inclinazioni] l’attributo “sociale” allora si aprono prospettive diverse: la visione si allarga e i muri dell’irrisione e del sospetto vacillano.Adriano Sofri1

Un’occasione per verificare questo può darla l’interessante riflessione di Adriano Sofri – su La Repubblica di qualche mese fa, dal titolo: “Tregua, quell’assenza di guerra che sostituisce la pace” – stimolata dal continuo aprirsi di nuovi fronti bellici.

Riportiamo di sèguito il suo accorato ma disincantato incipit:

«La tregua e la pace sono due modi per così dire filosofici di immaginare e maneggiare il mondo. Non è detto che siano in successione tra loro, così che la tregua preceda e prepari la pace. Spesso, sempre più spesso, la tregua sostituisce la pace, la rattoppa e si rassegna alla sua assenza. A unire comunque i due termini sta la dipendenza comune dalla guerra. Tregua e pace appaiono i due modi di opporsi alla guerra, e la guerra appare come la tentazione, se non la condizione prevalente della convivenza umana». Continua a leggere