Tanta, troppa ipocrisia predatoria

Benefici illusori, trappole concrete.

 

Lavorano nell’ombra, millantano benefici per tutti mentre procedono come caterpillar a sviluppare i loro interessi, portano avanti i loro affari attraverso ricatti, ammiccamenti, minacce, veti incrociati. Il segreto è la caratteristica permanente del loro operare, l’informazione verso l’esterno è assente o pilotata e ammiccante.

Non stiamo parlando di cellule terroristiche né di mafiosi, ma di una categoria che si è imposta via via sulla scena mondiale dell’ultimo mezzo secolo e che tuttavia ne sintetizza e ne amplifica tutte le peggiori caratteristiche: i Tecnocrati.

I Tecnocrati sono un esempio concreto di una inosservata legge sociale, dello slittamento laterale degenerativo da una dimensione sociale all’altra di comportamenti e approcci al sociale che in quell’altra dimensione, e nell’epoca correlativa del passato, sono anche stati un bene per l’Umanità.

Purtroppo in questa differente dimensione sociale (quella economica dei Tecnocrati) e nell’epoca attuale – in cui il Singolo individuo deve sempre più prendere il timone della vita sociale, sottraendolo ai gruppi organizzati retaggio del passato – quei comportamenti, pedestremente riciclati, sono oggi un anacronistico e deleterio fattore di involuzione e decadenza di ciò che sopravvive ancora della Civiltà occidentale.

Se retrocediamo nei millenni ai Faraoni d’Egitto, quando l’Egitto era un faro della civiltà umana in evoluzione il gruppo organizzato dominante era quello dei Sacerdoti del Tempio. Innumerevoli centri misterico-sacerdotali distribuiti entro e fuori i confini nilotici – e persino giunti in Italia, in particolare a Napoli – tenevano alta la fiaccola della civiltà rispetto alle pressioni caotizzanti dei Barbari all’intorno.tempio egizio

Il segreto era l’atmosfera dominante che avvolgeva le pratiche sacerdotali che, allora, determinavano tutto quanto riguardasse la vita sociale. Nel periodo che precedette la loro decadenza e involuzione pochissimi potevano aspirare al sacerdozio perché dovevano dare assoluta garanzia di grande moralità e disinteresse altruistico, dato che nelle loro mani, nella loro coscienza veniva sacralmente riposto tutto lo scibile umano. Continua a leggere

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L’Avvoltoio, la Iena e il Pollo

Le tre facce della dittatura.

 

In un sistema strutturato monodimensionalmente come l’attuale non può mai esserci pace sociale: solo guerre che trapassano temporaneamente in tregue o privilegi elitari per gruppi ristretti, per poi ritornare in un clima conflittuale di tutti contro tutti.

E festeggiando in questo agosto il centenario dall’inizio della Prima Guerra mondiale, il secolo appena trascorso lo dimostra in maniera inequivocabile.

I periodi intercorsi tra la Prima guerra mondiale e l’attuale momento storico sono tutti stati periodi in cui guerra, tregua e privilegi si sono intrecciati tra loro tanto che si fatica, senza un solido pensiero sociale tridimensionale, a districarli.

Di sicuro non sono stati periodi di pace se pensiamo alla “libertà d’azione del singolo individuo” come la migliore cartina di tornasole oggettiva capace di identificare la pace sociale su di un Territorio e in una Comunità di Persone.

I media hanno continuamente trasmesso notizie di conflitti, tregue imposte ma non rispettate e il determinarsi di privilegi elitari ingiustificati: calpestando tutti ovunque sul Pianeta.impronta

Se ieri il privilegio andava cercato nei gruppi dominanti lo Stato (Politici, Giudici ecc.) oggi lo si ritrova in quelli dominanti il Mercato (Banche, Fondi spazzatura ecc.).

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Pace filosofica o pace sociale?

Dal concetto astratto alla sua concretezza tangibile.

 

Che la nostra società moderna difetti della minima conoscenza di ciò che comportino le dinamiche sociali ognuno può rendersene conto osservandone i risultati concreti.

Indipendentemente dal fatto che agiscano professori, politici o tecnocrati il risultato è sempre triplicemente questo: distruzione del Territorio, scardinamento delle Comunità, involuzione della Persona.

Ma se minimamente ognuno di noi aggiunge alla solita nozione di pace [ossia alle proprie soggettive opinioni, simpatie e inclinazioni] l’attributo “sociale” allora si aprono prospettive diverse: la visione si allarga e i muri dell’irrisione e del sospetto vacillanoAdriano Sofri

Un’occasione per verificare questo può darla l’interessante riflessione di Adriano Sofri – su La Repubblica del 25 luglio scorso, dal titolo: “Tregua, quell’assenza di guerra che sostituisce la pace” – stimolata dal continuo aprirsi di nuovi fronti bellici.

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La piaga sociale degli Statisti-escort

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Nell’attuale sistema mondiale guasto una delle piaghe sociali più deleterie è quella degli Statisti-escort. Quei personaggi che per il potere – che oggi viene da tutti tradotto in monete sonanti ma che in sostanza sono, rivalutate, i 30 denari del tradimento evangelico – si prostituiscono con entusiasmo con chi li sponsorizza in quel bordello a cielo aperto che è ormai il palcoscenico geopolitico planetario.

Contrariamente alle apparenze arroganti e carismatiche espresse da questi poveri diavoli, ciò avviene perché il sistema sociale così com’è strutturato [monodimensionalmente, rammentiamolo sempre] fa leva sulle loro debolezze più che sulle loro qualità positive.

E poiché, diversamente dalle apparenze, l’Umanità è un tutt’uno e non 7 miliardi di separati in casa, tutte le Persone che attualmente abitano il Pianeta soffrono di queste debolezze personali… titillate dai gruppi organizzati dominanti in ognuna delle tre dimensioni sociali classiche: Banche speculatrici nell’Economia, Partiti maneggioni nella Politica, Sette religiose e laiche dogmatiche nella Cultura. Continua a leggere

Web 2.0? Un autogol che si pagherà caro

Lavoro come merce, come diritto o come dono?

 

La scorsa settimana abbiamo visto che è possibile affermare, non solo politicamente quale partecipazione attiva ma economicamente parlando, l’esistenza del lavoro come “dono”. Abbiamo visto però che per l’inosservata e squilibrata strutturazione sociale monodimensionale sottostante è diventato un “dono avvelenato”.

L’intervista di Riccardo Staglianò a Jaron Lanier, ritenuto il padre delle applicazioni per la realtà virtuale, la consiglio caldamente a tutti perché toglie molte fette di prosciutto dagli occhi… sempre che ci si accorga di averle.

Qui di sèguito ne sottolineeremo diversi passaggi che ci possono rendere attenti al fatto che ogni progresso della tecnica può essere foriero di pericolosi impulsi antisociali impensati, anche se in buona fede nascesse con dichiarati intenti decisamente opposti.

Vediamo infatti come i Social network, nati per mettere in rete le persone, in realtà potrebbero essere chiamati Antisocial network causa la base tecnica che utilizzano.

Il principio di precauzione che dovremmo utilizzare per i nuovi farmaci dovrebbe essere utilizzato anche qui e forse andrebbe presa meno sottogamba quella apparentemente paradossale tradizione sapienziale affermante che l’inventiva dell’uomo è davvero “socialmente utile”, e non pericolosamente antisociale, solo se l’inventore ha superato i 40 anni d’età.

Se pensiamo a Bill Gates e agli altri giovanissimi che hanno sviluppato la tecnica informatica del web 1.0, erano sicuramente al di sotto di questa soglia temporale. Continua a leggere

Lavoro come merce, come diritto o come dono?

Occorre consapevolezza sociale per distinguere

 

Se ci pensate, tutta la cultura greca antica non avrebbe potuto esserci senza l’istituto giuridico della schiavitù. Agli schiavi era demandata la cura dell’economia, agli uomini liberi la cura della politica e della cultura.

Il che dimostra come la dimensione sociale dell’economia, essendo agìta dall’uomo schiavo, non si era ancora emancipata dalle materne cure della cultura religiosa o della politica giuridica. Tra gli uomini primeggiavano i Sapienti, come Licurgo o Platone e il suo discepolo Aristotele, o i Condottieri cittadini, come Pericle o Temistocle.Aristotele-pericle

E se nel mondo greco-romano qualcuno come un Mecenate primeggiava, oltre che per lignaggio, per le fortune commerciali accumulate ecco che lo si ricordava esclusivamente come protettore delle Arti e dei Sapienti: perché, dal punto di vista sociale, di sapienza di arte e di scienza si nutre la Comunità e la Persona, non di soldi.

Questa ferrea regola sociale gli antichi la conoscevano benissimo, mentre noi cosiddetti moderni la ignoriamo continuamente… in ciò manifestando una volta di più il nostro autolesionistico analfabetismo sociale di ritorno.

Solo ai nostri giorni l’economia può infatti dirsi saldamente autonoma: aiutata in ciò dalla scienza e soprattutto dalla tecnica, che ne ha permesso l’espansione planetaria.

Ma, invero, il processo reale sottostante che si è svolto in concomitanza con ciò è quello dell’uomo che da schiavo presso i Greci antichi è prima diventato Servo della Gleba medievale e poi Lavoratore odierno.

Si può dire che da indistinto membro del Gruppo e della Comunità ha emancipato se stesso diventando Soggetto sempre più consapevole del proprio valore sociale, e con ciò ha emancipato contemporaneamente anche l’area economica stessa. Continua a leggere

Inviato speciale

Esce il 3zo libro di Andrea di Furia – Inviato Speciale

Inviato Speciale

La cerchiatura del quadrato.

Dopo Mail da Furibonia e Daily Horror (tutti e due disponibili presso l’editrice Cambiamenti) esce la terza fatica di Andrea di Furia, Inviato Speciale.

Un libro che tratta di temi sociali: satira sociale, soluzioni per la questione sociale, singolo individuo e poteri forti, economia solidale e SCEC, lotta contro la decadenza della civiltà, Scienza dello Spirito e società tridimensionale sana dei nuovi tempi.

Questi temi sono raccolti in 33 mail, comodamente leggibili 1na al giorno o come più vi pare, tutte misteriosamente intercettate dall’autore nelle quali il zelante Giunior, ormai laureato, scambia interessanti dialoghi con i suoi colleghi della Furbonia University. Continua a leggere