La moglie piena e la botte ubriaca

L’inosservata logica… dei fatti.

 

Uno degli effetti più esilaranti, si fa per dire, dell’analfabetismo sociale di ritorno di chi ci governa è quotidianamente dimostrato “a prova di cretino” dall’utilizzo improprio dell’arma fiscale. Non sospettando minimamente l’operare inosservato della legge sociale di Gravità – quella che trasforma nel suo contrario anche la più bella iniziativa ipotizzabile – s’è pensato di utilizzare il Fisco come fosse il secchio capace di riempire quel pozzo di San Patrizio che è il debito pubblico.

Aritmeticamente è impossibile, ma i nostri politici sono cresciuti a pane e volpe: in più osservando con attenzione le mosse dei vari furbetti del quartierino. Per cui ritengono che sia sufficiente da una parte raccattare con le tasse quanto basti per pagare gli interessi sul debito pubblico attuale (siamo sopra i 2.100 mld di euro) per stare tranquilli lasciando sempre “a domani” la risoluzione del debito pubblico abnorme.

 

tasse

 

A chi ha ancora il cuore robusto farà piacere rammentare che i circa 100 mld di euro di interessi annui che paghiamo alle banche commerciali che prestano i soldi all’ex-Stato sovrano italiano equivalgono a 192.000 miliardi di vecchie lirette. Una cifra che farebbe paura a chiunque fosse capace di pensare con la propria testa.

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