Ingiustizia è fatta!

La perversa interpretazione della legge

 

La toccante vicenda della giovane, sventurata iraniana, Reyhaneh Jabbari, condannata all’impiccagione per aver ucciso il proprio palestrato stupratore, apre una serie di interrogativi estremamente importanti. Ed è un sintomo preciso che dimostra l’inversione cui è ormai giunta oggi la giurisprudenza.

Di più: la perversione cui è giunto il “giusto diritto” tanto da sancire, come in questo caso, l’ingiustizia più eclatante. E non si può rimanere indifferenti.

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